Lunedì 3 luglio 2023 è entrata in vigore la Direttiva Omnibus che introduce importanti novità al Codice del Consumo.

Gli effetti sono dirompenti in particolare per i negozi di elettronica, e non hanno tardato a manifestarsi negli ecommerce e sui volantini del momento, dove… Sono spariti gli sconti 😱

Il motivo è semplice: ora, quando un prodotto è in promozione, il prezzo precedente che viene barrato deve essere…

il prezzo più basso che quel prodotto ha raggiunto nei 30 giorni precedenti l’inizio della promozione

L’entrata in vigore del Decreto Omnibus ha portato quindi a un cambiamento radicale nel modo in cui i negozi, sia fisici che online, presentano i prezzi dei loro prodotti.

Come sono cambiati i volantini da luglio 2023 con il Decreto Omnibus

Questo è vero in particolare nel settore dell’elettronica, dove la prassi di fare riferimento al prezzo di lancio, quello di listino o un prezzo più o meno “stimato” per far sembrare più roboante lo sconto – del 30, del 50, a volte persino del 70% – è sempre stata piuttosto diffusa e praticata.

Del resto anche il nostro servizio nasce da quella situazione: da sempre cerchiamo di orientare le persone verso scelte di acquisto consapevoli, che considerano non solo la percentuale di sconto ma anche le caratteristiche, l’affidabilità è l’anzianità dei prodotti.

Da questo mese di luglio 2023 il nostro “compito” dovrebbe diventare più facile, proprio perché i negozi devono fare riferimento al miglior prezzo dell’ultimo mese quando presentano uno sconto.

Il cambiamento è stato visibile da subito: i volantini più recenti, infatti, solo raramente riportano i prezzi di vendita sotto ad altri più alti, piccoli e “barrati”, mentre fino a pochi giorni fa era la norma.

Ne abbiamo parlato, per esempio, sfogliando la promo di Expert – che comunque non è un caso isolato.

Gli scenari futuri: cosa succederà?

Azzardiamo qualche ipotesi:

  • volantini molto più leggeri, con una selezione di prodotti limitatissima
  • promozioni molto più lunghe, anche fino a un mese di validità
  • minor numero di promozioni in giro
  • turnover ogni 30 giorni (per esempio: fare Apple iPhone 14 in offerta a luglio, metterlo “in panchina” ad agosto, rispolverarlo a settembre, poi di nuovo riposo e così via)
  • forte spinta sulle offerte legate alle carte fedeltà, dal momento che il prezzo di riferimento deve essere “il migliore degli ultimi 30 giorni applicato alla generalità dei consumatori”; ma se si creano delle formule tipo “club”, il Decreto Omnibus potrebbe essere aggirato?

Gli ecommerce e le novità 2023 al Codice del Consumo

Un’attenzione particolare dovrà essere posta sugli ecommerce.

I negozi online sono infatti una grande foresta dove nel tempo è fiorito un fitto sottobosco di piccoli store che è difficile controllare.

Questo significa che lì qualcuno potrebbe continuare a esaltare degli sconti, clamorosi all’apparenza ma non necessariamente reali alla resa dei conti. Bisognerà quindi dare un occhio in più e continuare a confrontare con altre offerte anziché lasciarsi ingolosire dalla percentuale di ribasso.

Peraltro la norma non si applica ai Marketplace, e ci sono negozi online che vendono una parte consistente dei loro prodotti con questa formula. Come Amazon!

Il caso Amazon

A questo proposito, bisogna segnalare che mentre i vari Unieuro, MediaWorld, Euronics e compagnia sembrano essersi allineati in maniera sostanzialmente diligente alla novità, su Amazon la situazione è cambiata solo in minima parte rispetto a fine giugno.

La questione sembra ruotare tutta intorno al tema degli “annunci di riduzione di prezzo”, che sono al centro della novità introdotta dall’aggiornamento al Codice del Consumo e all’articolo 17-bis.

Secondo quanto segnala Dday, pare che Amazon stia interpretando i suoi “- TOT %” non come annunci di promozioni ma come un confronto oggettivo rispetto ai prezzi di listino forniti dai produttori.

Non sfuggirà che tra pochi giorni è Amazon Prime Day, un’occasione presentata come generosa di sconti clamorosi, con le regole che cambiano proprio a ridosso.

Non ci addentriamo nella disputa legale, che probabilmente è solo all’inizio e sarà gestita da team ai massimi livelli, ma resta che all’apparenza su tantissimi prodotti in vendita nel più grande degli ecommerce un occhio poco informato potrebbe continuare a essere tratto in inganno.

Come non cadere nelle trappole?

A maggior ragione, quindi, occorre fare attenzione e affidarsi a quegli strumenti che permettono di fare la comparazione dei prezzi e valutare la qualità effettiva dell’oggetto in vendita e quindi dell’offerta proposta.

Noi, nel nostro piccolo, continueremo a seguire la vicenda e fare la nostra parte, segnalando le offerte – in particolare sul nostro canale Telegram – solo quando sono davvero tali. E convenienti!