Nel 2022 ormai è già un po’ che si parla di dash cam in Italia.

La popolarità di questi dispositivi è stata massima fino al 2019, poi la pandemia ha un po’ fermato il mercato facendo quasi scomparire le offerte, che prima invece erano all’ordine del giorno, anche se l’interesse delle persone per queste videocamere che si installano sull’automobile è rimasto piuttosto alto.

Cosa sono le dash cam?

Chi è arrivato qui probabilmente sa già la risposta, ma cerchiamo di dare una definizione precisa a vantaggio di tutte le persone interessate.

Si parla di “dash cam” (o dashcam tutto attaccato) per definire una piccola videocamera che può essere montata nell’abitacolo delle automobili, in genere sul cruscotto (dash, in inglese) oppure – sempre di più – nei pressi dello specchietto retrovisore.

Il termine è l’abbreviazione di dashboard camera.

La sua funzione è registrare quello che avviene “intorno” all’automobile, in particolare davanti dato che viene montata prevalentemente con visione frontale.

Esistono anche:

  • modelli di dash cam sia anteriori sia posteriori (sebbene siano meno diffuse), 
  • versioni in grado di effettuare riprese a 360 gradi
  • dash cam per abitacolo, che registrano video solo degli interni dei veicoli: sono le più usate dai tassisti, che spesso le montano per dissuadere i malintenzionati o avere le prove di aggressioni, rapine e mancati pagamenti 

A cosa serve la dash cam?

La particolarità della dashcam è che realizza le riprese video autonomamente e in continuazione, quando la macchina è accesa.

Alcuni modelli sono in grado di funzionare (quindi fare video) anche a veicolo fermo.

Per entrambe queste ragioni gli usi che si possono fare della dashcam sono principalmente tre:

  1. Riprendere la strada durante un viaggio, anche raccogliendone paesaggi e suggestioni
  2. Documentare eventuali incidenti
  3. Per sicurezza, come prova in caso di furti o atti vandalici

Ovviamente facciamo tutti gli scongiuri del caso che per le utilità numero 2 e 3 non sia mai necessaria.

Le dashcam hanno una memoria su cui vengono registrate le clip video riprese. Quando la memoria si esaurisce la videocamera sovrascrive automaticamente a partire dal video più vecchio. Si capisce quindi che in caso di incidente o vandalismo, o anche solo per conservare le riprese di una strada panoramica, è necessario scaricare quanto prima i file dalla memoria (altrimenti si rischia di perderli).

Dash cam e legge: cosa dice la normativa?

Al momento in Italia non c’è una normativa specifica per le dash cam.

Questo significa da un lato che non è obbligatorio installarle; d’altro canto in assenza di indicazioni precise bisogna prestare molta attenzione nel loro utilizzo, perché si ricade sotto la legge sul trattamento dei dati personali.

Anzitutto è necessario evitare la pubblicazione (per esempio sui social) delle riprese fatte, a meno di aver oscurato volti e targhe: chi vi si dovesse riconoscere, potrebbe appellarsi alla privacy e sporgere denuncia.

Ancora, è difficile che le compagnie assicurative ammettano le riprese delle dash cam come prova in caso di incidente, anzi è possibile che se si ritiene che la dashcam abbia oscurato il campo visivo venga considerata una concausa del sinistro (facendo passare chi l’ha usata dalla parte del torto).

Anche ammettendo di superare questo ostacolo (installando la dashcam in maniera corretta) la videocamera sul cruscotto viene considerata un dispositivo privato e “di parte”, per questo può essere contestato dalla controparte.

Con queste premesse può sembrare che – oggi come oggi – le dashcam in Italia siano poco utili, anzi addirittura “pericolose” per chi le usa in maniera inadeguata; ritenere la dash cam una sorta di “scatola nera” è quindi sbagliato, e anzi è meglio sciogliere l’equivoco: quando si parla di scatola nera per le automobili ci si riferisce in genere a un dispositivo GPS che ha tutt’altro genere di funzionamento.

In realtà quelli appena descritti sono comunque dei casi estremi, perché la maggior parte delle controversie in caso di incidente stradali si risolvono ben prima di arrivare davanti a un giudice.

In questo senso avere a disposizione delle immagini che in maniera inoppugnabile testimoniano lo svolgimento dei fatti può essere di grande aiuto.

Per questo le dashcam continuano a essere interessanti per il mercato, anche in vista di un’auspicata revisione del Codice della Strada nel senso di un loro “riconoscimento”.

A chi conviene comprare una dash cam?

Spesso le dashcam vengono acquistate, per esempio, da chi si muove in camper per fare i video dei viaggi.

Installare una dashcam ha senso anche sui camion, principalmente per riprendere eventuali movimenti sospetti nei dintorni (quando si è fermi in qualche area di sosta) dato che questi mezzi trasportano molto valore e possono diventare facile preda di qualche malintenzionato.

Per contro non ha senso parlare di “dash cam per biciclette”, non tanto perché non c’è materialmente un cruscotto (dash) a cui appoggiarsi, ma perché le soluzioni più adatte a restituire anche l’adrenalina di quei momenti sono le action cam montate sul casco o sul manubrio, non un dispositivo che ha costantemente bisogno di energia elettrica per funzionare e che sovrascrive di continuo le immagini che gira.

Situazione più articolata nel mondo moto, dove invece qualcuno che ha cominciato a pensarci c’è.

Dove si installa la dashcam?

Per quanto il nome del dispositivo suggerisca di appoggiarla sul cruscotto, il posto migliore per montare una dashcam è dietro lo specchietto retrovisore interno all’abitacolo.

In questo modo si ottengono almeno tre risultati: 

  1. Centrando bene la dash cam rispetto al parabrezza si può avere una visuale completa di tutto quello che c’è (e succede) davanti all’automobile
  2. Il dispositivo non intralcia la visuale quando si è alla guida, quindi non compromette la sicurezza
  3. La dashcam resta più nascosta anche a chi guarda il veicolo dall’esterno

Con questi accorgimenti, installare una dash cam è comunque un’operazione piuttosto facile anche per chi vuole arrangiarsi con il fai-da-te senza rivolgersi a un elettrauto: su YouTube si trovano pacchi di tutorial dedicati, di seguito segnaliamo uno dei più popolari.

Come scegliere la dash cam?

Ci sono una manciata di aspetti da tenere in considerazione in fase di scelta della dashcam.

L’alimentazione

I modelli “base” di dashcam si collegano in genere via cavo all’accendisigari, da cui ricevono l’alimentazione elettrica.

Chi vuole tenere libero l’accendisigari per altre esigenze può montare una presa supplementare: in questo caso si consiglia di rivolgersi a dei professionisti, perché il rischio di fare qualche danno è alto.

Esistono poi anche delle dashcam a batteria, con una piccola autonomia che gli consente di funzionare anche a macchina spenta per qualche minuto.

Una dashcam completamente senza fili, però, non esiste, a meno che si tratti di un modello di serie ma anche in questo caso il filo, per quanto nascosto, da qualche parte c’è (poi certo, se si parla del sistema di sicurezza basato su videocamere diffuse allestito da Tesla su diversi dei suoi modelli di auto, è tutto un altro sport).

I sensori

Alcune dashcam sono equipaggiate con sensori in grado di riconoscere un urto e salvare i video dei momenti immediatamente precedenti e successivi, sospendendo la sovrascrittura dei relativi file.

In alcune versioni questi sensori sono in grado di attivare la registrazione della dash cam anche a veicolo fermo, per esempio quando si è parcheggiati e si viene urtati o sensori di movimento che entrano in azione quando si rilevano avvicinamenti sospetti (specialmente ad auto parcheggiata).

La qualità video

Maggiore è la risoluzione, maggiore è la possibilità che le immagini riprese dalla dashcam siano effettivamente utilizzabili in maniera credibile (a prescindere dall’utilità che gli si vuole dare).

Per questo nella scelta di una dash cam bisogna privilegiare almeno i modelli in grado di fare riprese Full HD, anche se con la rapida evoluzione del settore è sempre più facile trovare dei modelli di dash cam in grado di fare riprese in 4K Ultra HD (anche tra quelli più economici). 

Angolo di visuale

Un altro aspetto da tenere presente in questo ambito è l’ampiezza dell’angolo di ripresa: quanto più questo valore è grande, tanto maggiore è la porzione di spazio rispetto alla quale si può avere il controllo visivo.

Visuale notturna

Un “plus” importante, specialmente per chi usa la macchina su lunghi viaggi (anche la sera) o nelle ore serali, come capita ad esempio ai tassisti: permette di avere immagini comprensibili anche quando non ci sono condizioni di illuminazione ideali. 

La memoria

Detto che c’è sempre (o quasi…. * ) una memoria interna nelle dashcam, più o meno capiente ma necessaria per salvare le diverse clip video riprese visto che le videocamere da cruscotto sovrascrivono di continuo quanto hanno già ripreso e salvato, è bene valutare (quando esiste) l’opportunità di “potenziare” la memoria della dash cam con una Micro SD.

Anche qui è importante sapere che a versioni diverse corrisponde un diverso livello di efficienza. 

In particolare con le Micro SD “base” è facile che si perda qualche dettaglio, magari decisivo, mentre Micro SDHC e Micro SDXC sono decisamente meglio attrezzate a questo scopo.

Scendendo ancor più nel dettaglio, poi, è bene valutare la velocità del supporto di memoria: con i Class10 con UHS1, però, si può stare tranquilli, e anzi scegliere una Micro SD ancor più performante può essere una spesa inutile. 

* sì: quasi, perché esistono anche dash cam che salvano in cloud le loro riprese o che sono in grado di fare il live streaming, anche se per farle funzionare è necessario stabilire una connessione a internet. Se non altro però, il rischio che le immagini vadano distrutte durante o dopo un incidente è sostanzialmente azzerato.

Le 7 migliori dash cam 2022

Veniamo ora a una selezione delle dashcam su cui puntare nel 2022, dove esploriamo sia i modelli più economici sia quelli più completi e meglio attrezzati, anche se al crescere delle qualità corrisponde un conseguente aumento del costo.

Garmin Dash Cam Mini

Per chi cerca una dash cam piccola, quasi invisibile, da nascondere dietro lo specchietto retrovisore, questa è sicuramente tra le opzioni più gettonate.

L’assenza di display viene compensata dall’app per smartphone, con cui la dash cam si deve connettere in particolare in fase di installazione (per farsi un’idea di quanto precisamente è stata montata). 

Si tratta anche di una dash cam economica (il suo prezzo galleggia sempre intorno ai 100 euro) ma non per questo limitata nelle funzioni: è Full HD, offre un angolo di ripresa di 140 gradi e con la modalità videosorveglianza è in grado di realizzare riprese mentre l’automobile è parcheggiata.

Garmin Dash Cam 66W

Probabilmente il best buy tra le dash cam, per una serie di qualità:

  • Le dimensioni ridotte
  • L’angolo di ripresa, 180 gradi, e la qualità video, Quad HD da 1.440 pixel
  • Il GPS integrato, per sapere con esattezza dove si verificano gli eventi 
  • La possibilità del controllo vocale
  • Auto-salvataggio in caso di collisione

Come contro ha una batteria con autonomia molto limitata, solo 30 minuti.

Costa intorno ai 200 euro, ma è un investimento che può valere la pena fare.

CHORTAU 2021

È una dashcam ultraeconomica ma non per questo sacrificata quanto a caratteristiche, anzi…

  • Il sensore G rileva automaticamente gli urti e salva la registrazione
  • Rileva manomissioni o urti quando l’auto è parcheggiata e avvia la registrazione
  • Riprese in Full HD
  • Installazione molto semplice

ABASK (frontale e posteriore)

Altro modello economico che però non sacrifica più di tanto la qualità.

  • Full HD (1080 pixel) con tecnologia WDR e lenti HD a 6 strati
  • Visione notturna e in situazioni climatiche avverse
  • Retrocamera con riproduzione sul display per agevolare le manovre di parcheggio
  • Loop recording con salvataggio automatico delle immagini in caso di urto
  • Sensori di movimento che attiva la registrazione in automatico quando l’auto è parcheggiata 

Beptap

Dash cam economica ma capace di realizzare video in 4K con angolo di visione di 170° e possibilità di rotazione su perno a 360°

È dotata di sensore di movimento e di WiFi integrato per la trasmissione delle immagini allo smartphone e il controllo della camera via app..

Kenwood DRV-A601W

Dash cam 4K con un obiettivo molto luminoso, in grado di fare riprese di buona qualità e definizione in ogni condizione di luce. Sa anche “scalare” sul Full HD a 120 fps.

Si monta con estrema facilità grazie al supporto magnetico per il parabrezza. Integra il GPS.

Tra i dettagli meno convincenti, un angolo di visione di “soli” 130 gradi: al suo prezzo, legittimo desiderare anche qualcosa di più.

Blackvue DR900X-2CH – Dashcam connessa

È “la Ferrari” delle dash cam, ma in quanto tale ha un prezzo molto elevato: siamo intorno ai 500 euro!

A fronte di questa spesa, però, offre:

  • Qualità dell’immagine fino a 2.160 pixel e riprese in 4K Ultra HD
  • Modulo dati LTE incluso per il salvataggio in cloud dei video, GPS integrato
  • Angolo di visuale di 162°
  • Supporta memorie Micro SD fino a 128 GB di memoria
  • Ha il doppio modulo con retrocamera per agevolare il parcheggio

Chi avesse altri modelli da segnalarci o volesse aggiungere a questo approfondimento qualche altro dettaglio importante utile a tutte le persone che ci seguono, può scriverci nel gruppo Telegram Gli Amici di Ultimoprezzo.com

AGGIORNAMENTO – Dride 4K

Ringraziamo Sebastiano che ci ha segnalato un modello in fase di sviluppo che sta raccogliendo i fondi per il lancio su Indiegogo.

Dride 4K supera tanti di quelli che nel 2022 sono ancora dei limiti di praticamente tutte le dash cam: è ancora più piccola ed elegante rispetto ai modelli “mini”, si basa su 3 videocamere (anteriore, posteriore, per abitacolo), è removibile e ha tante altre qualità che vi suggeriamo di approfondire con il video di presentazione del progetto.

Anche i prezzi sono molto interessanti. Da tenere d’occhio 😉