Parlare di aperture domenicali dei centri commerciali, ma anche dei supermercati e dei negozi più In generale, può suonare anacronistico.

Da quando, sul finire del 2011, il Governo Monti ha introdotto il cosiddetto Decreto Salva Italia (tecnicamente DL 201/2011), le aperture domenicali sono infatti state liberalizzate.

Questo significa che i centri commerciali hanno la possibilità di rimanere aperti domenica ogni volta che lo desiderano, con gli orari di apertura che preferiscono, senza alcuna necessità di coinvolgere altri organi in questa decisione o di richiedere particolari autorizzazioni alla Regione, alla Provincia o al Comune di appartenenza.

Da quel momento in avanti le aperture domenicali sono diventate praticamente una tradizione, una cosa che chi deve fare la spesa o vuole dedicarsi a un po’ di shopping si aspetta di trovare.

Dove sono le aperture domenicali in Italia

Il discorso vale sia nelle regioni con il più alto tasso di concentrazione dei centri commerciali, come sono la Lombardia, il Veneto, il Piemonte o la Campania, per citarne solo alcune, sia nelle zone in cui è più probabile incontrare negozi “sfusi” e non raggruppati all’interno di una grande area dello shopping.

Se parlare di aperture domenicali dei negozi in città come Milano, Roma, Torino, Verona, Napoli e Palermo non fa notizia, esistono ancora delle zone in cui le aperture domenicali non sono una tradizione così radicata e consolidata, come ad esempio la Toscana o quelle regioni più piccole, periferiche e prevalentemente alpine (come Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta) dove a dire il vero anche la concentrazione dei centri commerciali è molto ridotta.

Catene di negozi aperti domenica (o chiusi)

Tante catene hanno scelto la strategia dell’apertura domenicale per meglio venire incontro alle esigenze di chi nel corso della settimana magari non può o fa più fatica ad accedere al centro commerciale, mentre nel weekend – avendo più tempo a disposizione – ci sono maggiori possibilità di passeggiare tra le vetrine e lasciarsi magari ingolosire per qualche acquisto.

A ruota dei centri commerciali sono così arrivati anche i supermercati ad aprire tutte le domeniche dell’anno o quasi. Anche catene con una solida tradizione di chiusure domenicali, o di orari ridotti (come possono essere state Esselunga e soprattutto Coop) hanno infine ceduto alle aperture domenicali per non perdere il treno su cui è salita gran parte della concorrenza.

Una legge per chiudere i negozi domenica

Nel corso del 2018, in Parlamento sono approdate alcune discussioni e dei disegni di legge che hanno cercato di rivedere questo tipo di impostazione.

In base alle varie proposte, le aperture domenicali avrebbero potuto tornare a essere considerate a tutti gli effetti delle eccezioni, quasi come dei “jolly” che i centri commerciali avrebbero potuto giocarsi solo un numero limitato di volte, in particolari momenti dell’anno, etc.

La proposta non ha avuto un seguito concreto, ma nel frattempo qualche mese dopo è intervenuta la pandemia da Covid-19 a cambiare nuovamente il quadro: per arginare il contagio, infatti, il Governo e le autorità sanitarie hanno imposto per diversi mesi la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana (eccezion fatta per le aree dedicate agli alimentari e ai beni di prima necessità).

La ripartenza delle aperture domenicali

In seguito alla campagna di vaccinazione di massa cominciata nel 2021, a fronte di una minore circolazione del coronavirus, le restrizioni imposte nella fase più calda dell’emergenza sanitaria sono via via venute meno, tanto che i centri commerciali hanno potuto ricominciare ad aprire il sabato e la domenica in tutte le loro parti e si è sostanzialmente ripristinata la situazione che si era venuta a creare in seguito alla liberalizzazione del 2011.

Le aperture straordinarie

Quando la domenica coincide con una delle grandi festività tradizionali del calendario (pensiamo a Natale e Pasqua, o simili), non si può più parlare di aperture domenicali ma si preferisce usare il concetto di apertura straordinaria (a cui abbiamo dedicato un altro approfondimento).

Le aperture straordinarie hanno infatti caratteristiche sostanzialmente differenti rispetto a quelle domenicali, ormai liberalizzate e considerabili “di routine”, e anche un tasso di adesione decisamente più basso.