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Libri sull’Olocausto: 10 titoli per non dimenticare in occasione della Giornata della memoria 2021


| 26 gennaio 2021



Nelle ultime settimane abbiamo preso l’abitudine di segnalare sulle nostre pagine social (in orario serale) libri interessanti (in offerta o meno) che è possibile trovare su Amazon.

Con l’avvicinarsi del Giorno della memoria (27 gennaio), da una decina di giorni a questa parte abbiamo segnalato solo libri sull’Olocausto, utilizzando l’hashtag #pernondimenticare.

Sappiamo che questo argomento è molto lontano da ciò di cui normalmente ci occupiamo, e abbiamo cercato di parlarne con il massimo rispetto possibile; ci tenevamo però a dare visibilità a questi libri – spesso testimonianze di chi è sopravvissuto all’orrore dei lager – perché quella della Shoah è una tragedia che riguarda tutti, e che non possiamo dimenticare se puntiamo a un futuro più giusto.

Di seguito, quindi, riportiamo tutti i libri sull’Olocausto che abbiamo segnalato negli ultimi giorni:

1. “Se questo è un uomo” (di Primo Levi)

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Forse il più famoso romanzo di un sopravvissuto ad Auschwitz, tradotto in più di 40 lingue.

Per alcuni potrebbe essere un ricordo che risale ai tempi delle scuole medie, ma vale la pena riprenderlo in mano di tanto in tanto per la profondità delle riflessioni, la crudezza degli aneddoti, il taglio diaristico della lettura.

La poesia d’apertura, poi, vale da sola il prezzo dell’intero libro, un inno eterno – “meditate che questo è stato” – per ispirare ciascuno a rinnegare le ingiustizie per costruire la concordia e la pace

2. “Sonderkommando Auschwitz: la verità sulle camere a gas” (di S. Venezia)

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Sonderkommando è la squadra speciale chiamata a un’atroce attività di manovalanza nel campo di sterminio: liberare le camere a gas dai cadaveri e trasportare questi al crematorio. Particolare che rende ancora più difficile questo lavoro: a doverlo eseguire sono prigionieri proprio come quelli che vengono uccisi, spesso finiti lì semplicemente perché appartengono a un’altra “razza”.

In genere i Sonderkommando venivano uccisi anch’essi, perché non potessero testimoniare al mondo quanto avevano fatto; Shlomo invece è sopravvissuto, ma per lunghi anni la vergogna lo ha portato a evitare di raccontare il suo tragico passato fino al momento in cui ha deciso che il mondo dovesse sapere di cosa è capace l’uomo quando scorda il valore dell’Uomo.

Una testimonianza sconvolgente ma necessaria. Imperdibile.

3. “Dallo scudetto ad Auschwitz” (di M. Marani)

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La vera storia di Árpád Weisz, geniale allenatore di calcio che negli anni ‘30 condusse il Bologna fino allo scudetto ma finì, insieme alla sua famiglia, assassinato ad Auschwitz e dimenticato da tutti, persino dai tifosi felsinei.

Il lavoro documentaristico e la prosa scorrevole di Marani ci restituiscono tutta la grandezza del personaggio e l’enormità del dramma e delle sofferenze che fu costretto a patire, fino al tragico epilogo.

Una storia che interroga, indigna e commuove.

4. “Come una rana d’inverno” (di D. Padoan)

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Se c’è un lato ancora più oscuro nel racconto della Shoah, questo è rappresentato dal destino delle donne: il 70% delle vittime delle camere a gas sono proprio loro, o i loro figli, e spesso la decisione se potessero sopravvivere o dovessero essere avviate allo sterminio avveniva sulla banchina di un treno, sommariamente.

Liliana Segre, Goti Bauer e Giuliana Tedeschi sono 3 donne, italiane, che hanno avuto la fortuna di essere mandate dalla parte “giusta” e la tenacia di riuscire a sopravvivere anche quando la fatica, le privazioni e le umiliazioni erano atroci.

Daniela Padoan le ha intervistate e ha raccolto i loro racconti in un libro, dall’esperienza della prigionia alla testimonianza straziante di un “dopo” il lager in cui le loro storie sono state a lungo rimosse, sottostimate e non credute.

5. “Comandante ad Auschwitz” (di R. Höss)

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La storia di Auschwitz scritta da chi, per un paio d’anni, ebbe la responsabilità di gestire il campo e le sue attività di sterminio sistematico.

Höss, catturato e condannato a morte, in carcere scrisse le sue memorie, che sono poi diventate questo libro dove emerge con molta chiarezza la sperequazione tra l’enormità dei delitti compiuti e le giustificazioni addotte.

Prefazione di Primo Levi.

6. “Ad Auschwitz ho imparato il perdono” (di E. Mozes)

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Eva Mozes ha 10 anni e una gemella, Miriam. È per questo che alla selezione sulla banchina di Auschwitz si salva, condotta al laboratorio del dottor Mengele che preferiva proprio i gemelli per i suoi – spesso aberranti – studi medici e genetici: mentre uno dei due bambini veniva torturato con iniezioni, interventi chirurgici e quant’altro, il gemello fungeva da elemento di riscontro.

Una volta liberata dal campo – ma non dai suoi ricordi e dai suoi spettri – e divenuta adulta, Eva incontra uno dei suoi aguzzini: è in questo momento e in questo confronto che la donna trova la forza di perdonare e chiudere così i conti con la parte più spaventosa del suo passato, che diventa testimonianza ma non più incubo e terrore.

7. “Per questo ho vissuto: La mia vita ad Auschwitz-Birkenau e altri esili” (di S. Modiano)

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Il racconto di Sami è una delle testimonianze più lucide dell’esperienza nel campo di sterminio; un racconto in cui risuona con insistenza una domanda, che accomuna la vittima e il sopravvissuto: “perché proprio io?“.

8. “L’ultimo sopravvissuto” (di S. Pivinik)

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Una storia, vera, di resistenza e sopravvivenza, un racconto poco conosciuto ma molto apprezzato da tanti di quelli che lo hanno letto, eccezionale testimonianza per chi vuole ripercorrere la vicenda delle persecuzioni naziste dall’invasione della Polonia fino alla liberazione dell’Europa.

9. “Il ragazzo di Auschwitz” (di S. Ross)

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Steve Ross è lo pseudonimo di Szmulek Rozental, che nel 1939 è un bambino ebreo di 8 anni nella Polonia occupata dai nazisti: a causa di questa sua condizione sarà internato, sottoposto a violenze e soprusi incredibili, ma riuscirà a sopravvivere e comprendere che la sua esistenza ha più valore se si trasforma in testimonianza, per permettere a tutti di non dimenticare “il potere dell’odio”.

Un’autobiografia che è un pugno nello stomaco.

10. “Fino a quando la mia stella brillerà” (di Liliana Segre)

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Liliana Segre è diventata, in Italia, il simbolo della testimonianza sugli orrori dell’Olocausto.

Per decenni la Segre ha visitato le scuole superiori di tutto il Paese raccontando la sua storia, la storia di una bambina ebrea deportata a 13 anni ad Auschwitz insieme al padre, che non rivide mai più dopo la loro separazione una volta giunti nel campo di sterminio.

Liliana Segre ha tenuto il suo ultimo discorso pubblico nell’ottobre del 2020, alla veneranda età di 90 anni; la sua storia, però, può essere sempre ritrovata in questo libro che la senatrice ha voluto dedicare in particolar modo ai ragazzi; perché se i giovani sono il nostro futuro, per primi devono sapere quanto è accaduto con l’obiettivo di evitare che le tragedie della storia si ripetano.

 

Se conoscete qualche altro libro su quest’argomento che non abbiamo segnalato scrivetecelo nei commenti; ogni testimonianza è importante per non dimenticare.

 

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