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Cashback di Stato, dal 1° dicembre 2020 bonus di 150 € per chi paga con la carta: chi ne ha diritto, come richiederlo e come funziona [AGGIORNATO]


| 20 ottobre 2020



Lo chiamano cashback di Stato, che come nome non è granché, ma dal 1° dicembre 2020 il bonus per chi paga con la carta di credito promette di diventare una delle più importanti occasioni di risparmio dei prossimi mesi, scopriamo insieme perché!

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Il cosiddetto “decreto agosto”, che in realtà è il Dl 104/2020, ha infatti dato il “via libera” al cashback per i pagamenti elettronici: vediamo come funziona questa possibilità di guadagnare – fino a 300 euro all’anno, e in alcuni casi anche di più – semplicemente spendendo.

Il cashback di Stato nasce per incentivare i pagamenti elettronici, che – essendo tracciabili – vengono considerati un antidoto contro l’evasione fiscale, un’arma utile a far emergere il c.d. “nero”.

Tante persone hanno imparato già da tempo a conoscere ed apprezzare la comodità di pagare con una carta (di credito o bancomat) o con altri strumenti di pagamento digitali (come ad esempio Satispay), ma per vincere la ritrosia dei più affezionati al contante il Governo ha pensato di introdurre un meccanismo di premio.

È così che è nato questo bonus, che – così come ogni cashback prevede un rimborso a fronte del denaro speso senza l’aggravio di costi extra per chi acquista – mette a disposizione un rimborso “di Stato” ma solo per chi paga con denaro elettronico, in qualsiasi negozio fisico.

I tempi

L’opportunità viene introdotta in due fasi:

  1. sperimentale, dal 1° al 31 dicembre 2020;
  2. “a regime”, che coprirà sicuramente (almeno) tutto il 2021 e il primo semestre del 2022.

Legate a questo calendario ci sono due diverse modalità per ottenere il bonus.

Come si ottiene il cashback di Stato?

Lo abbiamo già anticipato: la premessa è che si usino modalità elettroniche e tracciabili di pagamento per gli acquisti in tutti i negozi fisici.

Per tutto il mese di dicembre 2020 bastano 10 pagamenti elettronici per accedere al bonus carta di credito;

il 2021 e 2022 sono invece stati suddivisi in semestri: per accedere al beneficio sono necessari almeno 50 pagamenti elettronici a semestre.

NON rientrano tra i pagamenti elettronici che danno diritto al cashback di Stato gli acquisti online 🙁

La misura si applica infatti a tutte e sole le spese effettuate presso negozi fisici appunto, come avevamo già detto prima, per disincentivare l’evasione fiscale.

Come funziona il cashback per i pagamenti elettronici?

Il principio è piuttosto semplice, e chi è già abituato a utilizzare Satispay per i pagamenti o servizi di cashback “puro” come BuyOn o Yeppon Club non faticherà a comprendere il meccanismo.

Per qualsiasi pagamento elettronico effettuato presso i negozi fisici, dal caffè al bar fino ad arrivare al TV QLED in un megastore di elettronica (per fare due esempi di prezzi “estremi”), il 10% dell’importo speso va ad alimentare un “salvadanaio virtuale”.

Una volta fatti almeno 50 pagamenti nel corso del semestre di riferimento (o 10, ma solo per dicembre 2020), quanto è stato accumulato diventa riscattabile.

Il rimborso scatta solo al termine di ciascun semestre e solo fino a un massimo di 150 euro. Il diritto viene riconosciuto una sola volta per ogni “finestra” semestrale di validità, quindi (al massimo) 150 € a dicembre 2020, poi 150 per il primo semestre 2021, 150 per il secondo e così via.

Il tetto massimo del cashback di Stato resta fissato in 150 € a periodo, a prescindere dalle spese fatte e senza eccezioni (tranne una che vedremo più avanti).

Se quindi, per esempio, si dovesse anche pagare un prodotto molto costoso come MacBook Pro da 16 pollici, che già nella sua versione “base” costa 2.799 euro, il cashback non sarebbe del 10%, ossia 279 euro, ma sempre e solo di 150 €.

E se questo fosse l’unico, o uno dei pochi pagamenti elettronici effettuati nel corso del semestre (meno di 50), non darebbe alcun diritto a ottenere il cashback.

D’altra parte, il rimborso viene riconosciuto anche a chi non raggiunge la soglia dei 150 € (che significa almeno 1.500 € di pagamenti elettronici a semestre), a patto che abbia fatto almeno 50 pagamenti con carta o app.

Nel caso (sicuramente surreale, ma ci serve come esempio) di chi usa il denaro elettronico per pagare solamente il caffè al bar, (almeno) 50 volte durante il semestre di carico, il diritto al cashback sarebbe comunque raggiunto, visti i 50 pagamenti, ma l’importo recuperato potrebbe non essere di 150 euro bensì solo del 10% di tutti i pagamenti elettronici fatti (in questo caso, 5 euro).

Le “finestre” per accumulare il cashback (e le date di liquidazione)

Abbiamo detto che per ottenere il bonus è necessario fare almeno 50 pagamenti elettronici (con carta, bancomat o app) fino a un massimo di 1.500 euro nell’arco di sei mesi.

I semestri coincidono con la suddivisione più facile che uno si possa immaginare:

  • 1 gennaio 2021 – 30 giugno 2021
  • 1 luglio 2021 – 21 dicembre 2021
  • 1 gennaio 2022 – 30 giugno 2022

La liquidazione del cashback maturato in questi 3 periodi avverrà rispettivamente:

  • a luglio 2021
  • a gennaio 2022
  • a luglio 2022

Poi c’è dicembre 2020, che viene considerato alla stregua di un semestre “corto”: per accedere al cashback di Stato basteranno 10 pagamenti anziché 50 (mentre i limiti massimi sono confermati: 150 € per 1.500 spesi) e il rimborso sarà liquidato a febbraio 2021.

I fondi a disposizione: quante persone possono avere il cashback di Stato?

Veniamo al capitolo degli stanziamenti, indispensabile per capire quante persone possono arrivare a ottenere il bonus per chi paga con carta.

Per dicembre 2020 sono stati stanziati 2,2 milioni di euro: dividendo l’importo per 150 euro, che è il bonus massimo, si arriva a un numero di 14.660 potenziali beneficiari.

Pochini: solo lo 0,02% della popolazione.

Per il 2021 andrà molto meglio: ci sono 1,75 miliardi di euro, pari a 11.666.000 (circa) bonus disponibili. Per il 2022 lo stanziamento sale a 3 miliardi, per una platea potenziale di 20 milioni di beneficiari.

Ci sono tasse sul cashback di Stato?

Il testo della Legge di Bilancio 2021, che ha ottenuto il via libera definitivo lunedì 16 novembre 2020, prevede che nell’ambito del cosiddetto “Piano Italia cashless” i rimborsi che si otterranno con il “cashback di Stato” non siano soggetti al pagamento di alcuna imposta:

si tratterà quindi di un beneficio “netto”, su cui non dovranno essere fatti ulteriori (e che talvolta potrebbero risultare cervellotici e macchinosi) calcoli.

Questa ipotesi deve comunque passare al vaglio della Camera prima di diventare Legge, a tutti gli effetti efficace, ma comunque ci sono buoni margini per sperare che sarà davvero così.

C’è una graduatoria per il cashback?

I numeri indicati sopra sono molto più limitati rispetto alla platea dei potenziali beneficiari: in particolare a dicembre 2020 si rischia che le risorse economiche messe a disposizione siano insufficienti, ma se l’iniziativa prenderà piede anche nei semestri successivi potrebbe esserci qualche problema.

Nel momento in cui scriviamo ancora non sappiamo se e come si costituirà una graduatoria dei beneficiari nel caso in cui i fondi siano insufficienti: speriamo di scoprirlo quanto prima, e sicuramente aggiorneremo il post con tutti i dettagli.

Quali pagamenti danno diritto al cashback di Stato?

Sono validi tutti i pagamenti nei negozi fisici, indipendentemente dall’importo, che vengono effettuati con:

  • carta di debito (bancomat)
  • BancomatPay
  • carta di credito
  • pagamenti via app
    • Satispay
    • Google Pay
    • Apple Pay
    • Samsung Pay
  • PayPal

È probabile che anche il bonifico con conferma immediata possa essere ammesso per partecipare al cashback, viste le sue caratteristiche.

Al momento in cui scriviamo, però, su questo punto non c’è certezza assoluta: bisognerà aspettare il decreto ministeriale dedicato per fare chiarezza.

Ovviamente è necessario che il negozio a cui ci si rivolge accetti quel particolare metodo di pagamento: se il bar sottocasa non è attrezzato per incassare con PayPal, per esempio, bisognerà virare su altre formule.

Attenzione: è indispensabile registrarsi (su IO)

Per permettere a chi gestisce il cashback di Stato di “chiudere il giro” e procedere al rimborso dovuto, è necessario indicare che i pagamenti effettuati con la carta X sono da associare alla persona Y.

Prima di iniziare i pagamenti con è quindi indispensabile realizzare questa parte della procedura, che potrà essere perfezionata solo attraverso IO, l’app dei servizi pubblici (già disponibile sia sul Play Store che per iOS).

Attenzione: per maturare il bonus verranno presi in considerazione solo i pagamenti effettuati dopo la registrazione su IO.

Bisognerà accedere all’app, con SPID o con la Carta d’Identità Elettronica (CIE) e i relativi codici, per indicare:

  • codice fiscale
  • carte di credito e di debito (bancomat) di cui si è titolari
  • l’IBAN di accredito, dove si vuole ricevere il cashback maturato

A ogni codice fiscale possono essere associati più metodi di pagamento elettronico diversi; tutti concorreranno al raggiungimento della soglia dei 50 pagamenti semestrali che dà diritto a ricevere il cashback di Stato fino a 150 euro.

Quindi: supponiamo che il Signor Rossi – dopo aver effettuato tutta la procedura di registrazione – sia abituato a pagare il caffè al bar con un’app (tra quelle riconosciute), la spesa settimanale con la carta di credito e il panettiere con il bancomat; tutte e 3 queste modalità di pagamento lo aiuterebbero a raggiungere, un po’ alla volta, il limite minimo dei 50 pagamenti elettronici mensili.

Chi ha diritto al cashback di Stato?

Tutti i cittadini italiani.

Sembra una banalità ma non lo è, perché questo permetterà ad esempio di massimizzare il vantaggio del cashback all’interno dello stesso nucleo familiare. Come? Spalmando le spese su più persone.

Secondo le prime indicazioni che abbiamo raccolto, infatti, il bonus per chi paga con carta di credito è “personale”, non “per nucleo”, quindi niente vieta che sotto lo stesso tetto possano ottenerlo il papà, la mamma e ciascuno dei figli, sempre a patto di essersi registrati con l’app IO.

Un bonus fino a 300 euro ogni 6 mesi moltiplicato per 2, 3 o 4 persone, diventerebbe un’opportunità di risparmio ancora più ghiotta.

Il super-cashback

Si parla anche di un super cashback, riservato ai primi 100.000 che aderiranno al programma ed effettueranno il maggior numero di transazioni: al momento si sa solo che questo superbonus ammonterà a 1.500 euro, ma anche in questo caso aspettiamo di conoscere qualche dettaglio in più per spiegare come funzionerà.

Cosa cambia per i negozianti?

I negozianti potranno vedere nei prossimi mesi un aumento delle richieste da parte della clientela di pagare con metodi di pagamento elettronici anche i piccoli importi.

Ancora molti negozi sono restii a permettere il pagamento elettronico sotto una certa cifra a causa delle commissioni di questo tipo di transazione, particolarmente svantaggiose se si parla di importi ridotti.

Tuttavia il “Piano cashless” del Governo prevede anche di annullare le commissioni per le transazioni elettroniche sotto i 5 euro; dai 10 ai 25 euro, invece, sebbene ci sia la disponibilità di azzerare o almeno ridurre le commissioni sembrano non esserci regole univoche, poiché la decisione spetterà ai singoli gestori delle carte di credito.

Nelle prossime settimane dovremmo saperne di più, intanto per i negozianti che vogliono cominciare ad attrezzarsi (nel caso non l’abbiano ancora fatto) con un terminale per accettare i pagamenti elettronici, ci sono diverse soluzioni anche molto economiche.

Su Amazon per esempio il terminale SumUp costa 24,99 € senza nessun costo di gestione; accetta tutte le carte e i pagamenti via smartphone, i pagamenti vengono elaborati in 2-3 giorni lavorativi e vengono accreditati direttamente sul conto, è senza filo e quindi può essere portato in giro garantendo fino a 500 pagamenti con una sola ricarica.

Ricapitolando (tl;dr)

  • Il cashback di Stato scatta il 1° dicembre 2020
  • Si possono ottenere fino a 150 euro di rimborso ogni semestre, accumulando il 10% di ogni acquisto presso un negozio fisico pagato con modalità elettronica a patto di aver fatto almeno 50 acquisti a semestre (ma ne bastano 10 per il primo periodo di sperimentazione)
  • Le modalità di pagamento elettronico accettate sono carta di debito (bancomat), BancomatPay, carta di credito, pagamenti via app (Satispay, Google Pay, Apple Pay, Samsung Pay) e PayPal
  • Il rimborso scatta solo al termine di ciascun semestre e solo fino a un massimo di 150 euro indipendentemente dall’importo speso per gli acquisti
  • Per poter ottenere il cashback è indispensabile registrarsi su IO, l’app dei servizi pubblici e associare al proprio codice fiscale i metodi di pagamento che di solito si utilizzano; verranno presi in considerazione solo i pagamenti realizzati dopo l’iscrizione all’app
  • Chiunque si registri a IO associando il codice fiscale ai metodi di pagamento utilizzati può ricevere il bonus ma attualmente non sappiamo se ci sarà una graduatoria nel caso il budget a disposizione per il cashback sia insufficiente rispetto al numero di italiani che hanno il diritto di beneficiarne
  • Previsto un supercashback da 1.500 euro per i primi 100.000 utenti che si registreranno a IO inserendo i metodi di pagamento ed effettuando il maggior numero di transazioni

Un riassunto di questo approfondimento è anche disponibile in questa Google Web Story!

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