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Nuovo Digitale Terrestre, dal 2021 serve il decoder DVB-T2: come prepararsi e scegliere il nuovo TV nel 2020? [AGGIORNATO]

Scritto da il 15 novembre, 2019 alle 15:36.

Ormai da qualche mese stiamo assistendo al crollo dei prezzi dei televisori: ce ne sono praticamente in ogni volantino, e spesso ci sono offerte “top” (miglior prezzo di sempre). Poi uno sente che tra pochi mesi ci sarà il passaggio al nuovo digitale terrestre (DVB-T2) e si chiede: la TV che vorrei acquistare è pronta per ricevere quel segnale o me la stanno “svendendo” perché presto sarà già vecchia? Vediamo la situazione.

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Di switch-off e nuovo digitale terrestre si parla già da un po’ di tempo: sono almeno un paio d’anni!

Inizialmente infatti la data indicata per l’inizio del “passaggio” era quella del 1° gennaio 2020; poi le cose sono andate per le lunghe; adesso c’è un nuovo calendario per il passaggio, corroborato (buona notizia) da bonus e incentivi per l’acquisto dei decoder (o TV idonei) ai nastri di partenza.

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Il calendario per il passaggio al nuovo digitale terrestre DVB-T2

Come già avvenne all’epoca dello switch-off dall’analogico al “primo” digitale terrestre, il MiSE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha stilato un calendario differenziato regione per regione, raggruppandole tutte in 4 grandi aree.

  • Tra il 1° settembre e il 31 dicembre 2021 dovranno passare al nuovo digitale terrestre le aree 2 e 3, quindi:
    • Valle d’Aosta,
    • Piemonte (Torino),
    • Lombardia (Milano),
    • Veneto,
    • Friuli-Venezia Giulia,
    • Emilia-Romagna
    • Trentino-Alto Adige
  • Tra il 1° gennaio 2022 e il 31 marzo toccherà alle regioni di area 1:
    • Liguria (Genova),
    • Toscana,
    • Umbria,
    • Lazio (Roma),
    • Campania (Napoli),
    • Sardegna
  • Tra il 1° aprile e il 30 giugno 2022 sarà la volta dell’area 4:
    • Sicilia,
    • Calabria,
    • Puglia,
    • Basilicata,
    • Abruzzo,
    • Molise,
    • Marche

L’arco temporale indicato è quello all’interno del quale ogni regione dovrà programmare lo spegnimento del digitale terrestre 1 (o DVB-T1, più noto come DVB-T: lo standard attualmente in uso) e l’attivazione del digitale terrestre 2 (DVB-T2). Per fare un esempio, in Lombardia lo switch-off potrebbe avvenire il 22 ottobre, non necessariamente il 1° settembre 2021.

Di conseguenza, a seconda di dove ci si trova, per continuare a vedere la televisione dopo la data dello spegnimento definitivo del DVB-T1 (rispettivamente il 31 dicembre 2021, 31 marzo 2022 e 30 giugno 2022), sarà necessario avere un TV dotato di decoder DVB-T2.

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Bonus e incentivi

C’è una buona notizia: per agevolare il passaggio dal DVB-T1 al DVB-T2, che si può fare anche con un semplice decoder senza bisogno di cambiare il TV, il Governo ha stanziato un “tesoretto” da 151 milioni di euro che saranno messi a disposizione, sotto forma di incentivi all’acquisto, a partire da dicembre 2019 e fino al 2022.

Chi ne ha diritto?

Ancora non si sa: per le modalità operative sarà infatti necessario attendere la pubblicazione del decreto ministeriale dedicato a firma MiSE + MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), atteso in Gazzetta Ufficiale per la seconda metà di novembre.

Le prime indicazioni, che risalgono allo scorso giugno, dicevano che l’incentivo sarebbe stato messo a disposizione dei Cittadini con reddito ISEE di fascia I e II (ossia fino a 21.265,87 €), da dichiarare con un’autocertificazione, e di uno sconto immediato – per un importo intorno ai 50€ – direttamente nel punto vendita al momento dell’acquisto.

Aggiornamento del 19 novembre 2019

Confermando le attese, il decreto ministeriale è arrivato ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 novembre 2019.

In esso si prescrive che gli incentivi si potranno richiedere già a partire dal 18 dicembre 2019.

Il bonus avrà un valore massimo di 50€ oppure equivalente al costo di acquisto del decoder se questo è inferiore alla soglia dei 50€ (per un decoder da 39,99€, per esempio, il contributo sarà di 39,99€).

Avranno diritto all’incentivo solo i nuclei familiari con un reddito equivalente ISEE inferiore o uguale a 20.000 euro.

L’incentivo potrà essere fruito una sola volta per nucleo familiare, presentando:

A copertura di questi incentivi sono stati stanziati:

  • 25 milioni di euro per il 2019 (in grado di coprire l’acquisto di almeno 500mila TV/decoder – in meno di 15 giorni? Pessimistico…)
  • 76 milioni per il 2020 (1.520.000 TV/decoder)
  • 25 milioni per il 2021 (500mila TV/decoder)
  • 25 milioni per il 2022 (500mila TV/decoder)

Si prevede, quindi, di coprire l’acquisto di almeno 3 milioni di TV/decoder.

L’incentivo verrà erogato direttamente alla cassa del negozio scelto: per fare un esempio, chi acquisterà un decoder da 39,99€ da MediaWorld (dimostrando di essere in regola con i requisiti visti sopra) in pratica non sborserà un centesimo;

il negoziante da par sua recupererà la somma scontata tramite credito d’imposta, indicandolo nella prima dichiarazione fiscale utile(con F24)

Quali TV ne hanno bisogno?

Qui entriamo più nel tecnico, ma anche nel succo del discorso. È necessaria una piccola premessa.

Il passaggio da DVB-T1 a DVB-T2 è necessario perché la banda attualmente occupata dal DVB-T1 è stata destinata al 5G, che la occuperà per le connessioni a internet. Per questo il digitale terrestre della TV è costretto a “traslocare” sul DVB-T2.

Contemporaneamente si è deciso che debba avvenire anche il passaggio delle trasmissioni audio e video dagli attuali sistemi di codifica, MPEG-2 e MPEG-4, allo standard HEVC (High Efficiency Video Coding): questo offre una qualità maggiore mentre occupa meno banda, risparmiando anche energia.

La migrazione avverrà in due fasi: nella prima, tra il 1° settembre 2021 e il 20 giugno 2022, le emittenti dovranno abbandonare lo standard MPEG-2 per passare “almeno” ad MPEG-4; poi, entro il 30 giugno 2022, avverrà la transizione definitiva e quindi dal 1° luglio 2022 si potranno vedere solo le trasmissioni DVB-T2 con HEVC.

TV DVB-T2 con MPEG-4

I TV in grado di elaborare il segnale inviato con uno standard MPEG-4 (quello utilizzabile fino al 20 giugno 2022) sono sul mercato ormai da una decina d’anni. Per verificare se un TV è “pronto” è sufficiente sintonizzarsi su uno dei canali HD (quelli dal 501 in avanti) e vedere se c’è il segnale (compatibilità con MPEG-4 = sì) oppure no.

TV DVB-T2 con HEVC

Più ristretta la porzione di italiani che hanno un televisore già pronto per ricevere il segnale DVB-T2 con HEVC (l’unico disponibile dal 1° luglio 2022): in genere ce l’hanno integrato praticamente tutti i modelli prodotti dal 2016 in poi, ma in particolare dal 1° gennaio 2017 è obbligatoria la vendita di TV che integrano un decoder per la ricezione dello standard DVB-T2, oppure di TV con DVB-T e un decoder HEVC in bundle.

logo dvb t2 hevc

fonte immagine: http://j.mp/32MQZyz

Chi ha acquistato un TV dopo il 1° gennaio 2017, quindi, può stare tranquillo (a meno di non essere stato truffato a suo tempo dal venditore che non si era preso cura di rispettare la Legge richiamata sopra).

Per sgombrare il campo da ogni dubbio, comunque, si può fare riferimento al manuale del TV, che deve riportare il logo HEVC: chi l’ha smarrito o non sa dove lo sta custodendo (che è sempre probabile…) può recuperare il modello del TV dall’adesivo argentato che si trova in genere sul retro e cercare le caratteristiche tecniche “googlando” il codice del TV.

Decoder DVB-T2 con HEVC e offerte

Per chi non può contare sugli incentivi statali, è probabile che scatterà la caccia alla migliore offerta per trovare il decoder DVB-T2 con HEVC al prezzo più basso. I negozi che trattano articoli di elettronica si stanno già organizzando e possono già bastare 20/30 euro per prepararsi allo switch-off.

Ecco alcuni esempi:

Vale la pena acquistarli ora? Non è indispensabile, specialmente se il TV ha cominciato a dare qualche segno di cedimento e state pensando di cambiarlo nel giro di qualche mese, da qui al 1° settembre 2021 (almeno) di tempo ce n’è ancora parecchio e i prezzi potrebbero scendere ancora (o qualcuno fare delle promo con il decoder in abbinata)

Come scegliere il TV nel 2020?

Arriviamo quindi alla domanda di partenza.

Chi acquista un TV oggi, nel 2019 (o 2020 dato che ormai ci siamo), sul mercato italiano, può stare tranquillo: sarà pronto a ricevere le trasmissioni anche dopo il 1° luglio 2022.

Le offerte non mancano, sia nei negozi “tradizionali” che online.

Chi si affida a canali stranieri deve prestare maggiore attenzione alla compatibilità del televisore con gli standard di trasmissione che tra pochi mesi diventeranno canonici.

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Altri “dettagli”, comunque rilevanti, meriterebbero un capitolo a parte: ormai i TV 4K Ultra HD sono lo standard “minimo”, visti anche i prezzi a cui vengono proposti, ma lo sono diventati perché stiamo andando incontro agli 8K e perché il mercato comincia a voler fare spazio agli OLED e ai QLED.

Qui non ci dilunghiamo nell’analizzare i pro e i contro di una scelta anziché dell’altra: in maniera molto sommaria possiamo dire che chi non ha particolari esigenze, perché la TV la usa soltanto per guardare il telegiornale, si potrà accontentare di avere un decoder DVB-T2 con HEVC integrato e basta. Chi invece comincia a usarla come pannello del media center di casa, su cui guardare per esempio i giochi fatti alla console o le serie TV in streaming, farà bene a fare anche altri tipi di ragionamenti.

Ma di questo parliamo in altri approfondimenti…

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  • Francesco Cassibba

    Si parla di bonus sconto immediato – per un importo intorno ai 50€ – direttamente nel punto vendita è la classica fregatura.Vi invitano a comprare un televisore lo sapete perchè,ma è ovvio per pagare il canone.

    • aleardo

      Il canone si paga per ogni nucleo familiare indipendentemente dal numero di televisori posseduti, e non penso ci siano molte famiglie del tutto sprovviste di apparecchi TV. Inoltre viene addebitato direttamente sulla bolletta elettrica.

    • In realtà, Francesco, il bonus è sull’acquisto dei decoder dunque non rappresenta un invito all’acquisto del TV. Che poi è logico che a un decoder corrisponda un televisore è un altro discorso…

      (mentre sul canone siamo d’accordo con @disqus_u2XAAa4yuf:disqus : ora che si paga “dentro” alla bolletta elettrica, c’è maggiore chiarezza da questo punto di vista)

      • Francesco

        Io il canone lo pago,volevo solo dire che si parla di bonus miserevole che ti applica il venditore,tutto ciò è poco chiaro.Io mi metto nei panni di coloro che non si possono permettere di comprarsi un televisore o che vengono bidonati con vecchi televisori in cui installano il decoder e si vedono da schifo..

        Il mar 19 nov 2019, 15:49 Disqus ha scritto:

        • Sì Francesco, giusto poche ore fa sono state pubblicate le “linee guida” del Decreto Ministeriale a cui facevamo riferimento nel post: gli incentivi previsti dovrebbero arrivare facilmente a copertura del costo di acquisto di un decoder per i nuclei familiari che hanno un reddito ISEE inferiore o uguale a 20.000 €

          Si stima che in totale ci siano le risorse per coprire l’acquisto di più di 3 milioni di decoder, con il limite che il bonus coprirà un solo acquisto per nucleo familiare: abbiamo aggiornato il nostro approfondimento sulla base di queste indicazioni

  • Annamaria Falletti

    I televisori che ho in casa vedono tutti i canali dal 501 in poi, quindi posso stare tranquilla ancora per un po’? Volevo comprare un televisore 43″ o di più ma che abbia anche l’HVEC. Ci sono già? Quali sono ?Da quello che scrivete capisco che conviene aspettare

    • Ciao Annamaria,

      in ogni caso fino al 1° settembre 2021 almeno non cambierà nulla, quindi puoi stare tranquilla. A maggior ragione se stai già valutando di fare un acquisto nei prossimi mesi: tutti i TV venduti dal 1° gennaio 2017 in avanti, quindi ancora oggi, devono avere il decoder HEVC integrato oppure essere venduti con un decoder esterno in aggiunta (ma già non lo sta facendo più nessuno, dato che praticamente tutti i modelli lo integrano). In ogni caso, nella tua scelta, verifica che sulla confezione ci sia il logo di HEVC: a quel punto sei in una botte di ferro 😉

  • Ivan Cicciociccio

    Sono comunque decine di milioni di televisori che non riusciranno più a vedere la TV. Praticamente nuovi magari perché messi in qualche stanza dove non vengono usati molto e in ogni caso la vita di una TV non è quella di uno smartphone. Quindi per legge milioni di apparecchi funzionanti dovranno essere rottamati e poi si riempiono la bocca con Greta e con la tutela dell’ambiente. I decoder sono delle scatolotte (tutte prodotte in Cina quindi centinaia di milioni di euro che certo non andranno ad aziende italiane) di bassa qualità che si bruciano con una facilità estrema oltre a incantarsi se per caso si fa un pelo di zapping veloce. Tutto questo si poteva evitare se solo avessero ridotto il numero mostruoso di TV locali inutili che trasmettono televendite o maghi e fattucchiere h24: si parla di centinaia di canali (accendete la TV e fate la prova dal canale 60 in su). Ma quelle frequenze che trasmettono immondizia erano già state vendute col primo switch off e lo stato per liberarle dovrebbe risarcire le TV che all’epoca le avevano legittimamente comprate. Molto più facile scaricare la spesa sui cittadini con un nuovo switch off che va detto non porterà nessunissimo miglioramento nè nella qualità dell’immagine nè nella qualità della programmazione, anzi. Sarebbe giusto che le persone queste cose le sapessero, giusto per incazzarsi un pochino.