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Pioggia di offerte da Eldo Megastore, con la “Festa dei prezzi” ottimi sconti anche sulle TV LCD, come il Philips 42PFL5603 Full HD a 721,65 euro!

Non c’è che dire, la promozioneFesta dei prezzi” di Eldo Megastore è partita da poche ore, ma già si presenta come una delle più appetitose dell’estate: le offerte capaci di farci risparmiare davvero infatti sono tante, grazie a sconti fino al 20% applicati a prodotti con prezzi base già piuttosto bassi.

L’iniziativa durerà fino al 2 luglio e prevede volantini locali a seconda della regione di riferimento, ma molti articoli in promozione sono comuni, e anche gli sconti sono gli stessi in tutti i negozi:

  • sconti del 10% su notebook, netbook, console e telefonia mobile dai 150 euro in su (sia cellulari che smartphone)

  • sconti del 15% sui televisori LCD Samsung, LG, Sony, Panasonic, Sharp e Philips

  • sconti del 20% sugli elettrodomestici

Con questi ribassi, molti prodotti arrivano ad avere prezzi tra i più convenienti sul mercato, sia in confronto ad altre catene di elettronica sia rispetto alla maggior parte degli shop online.

In particolare, finalmente con la promo di Eldo tornano a brillare anche le offerte di televisori LCD, dopo quelle non sempre convenienti che abbiamo visto negli ultimi tempi.

Una delle più ghiotte la troviamo sul 42” Philips 42PFL5603, un Full HD decisamente gettonato, vuoi per il suo design, vuoi perché oltre alle caratteristiche base (decoder DVB-T, 3 HDMI, scart, ecc.) ha anche un contrasto di 30000:1 e una comoda porta USB per la connessione a PC e hard disk multimediali. Da Eldo il Philips 42PFL5603 è in promozione a 721,65 euro, circa 10 euro meno dei migliori prezzi online.

In questo elenco vi riportiamo le migliori offerte a disposizione nei negozi Eldo Megastore della Campania, regione dove il gruppo è presente in inmportanti centri commerciali; molte di queste occasioni però sono a disposizione anche negli store delle altre regioni, ai medesimi prezzi:

Infine, visto anche che molti dei prodotti hi-tech in offerta hanno costi abbastanza impegnativi, vi ricordiamo che Eldo permette anche di pagare gli acquisti a rate, con un finanziamento fino a 24 mesi a TAN 0% e TAEG 0% e prima rata a settembre 2009.

Certo restano da valutare gli eventuali costi di apertura della pratica, ma già la possibilità di sfruttare un vero tasso zero di questi tempi non è poco. Voi cosa dite?

Aperture domenicali dei centri commerciali: ecco i negozi aperti domenica 28 giugno 2009

Negli ultimi fine settimana trovare dove fare la spesa non sempre è stato facile, i negozi aperti domenica erano pochi e spesso fuori portata, ma con il week end del 5 luglio alle porte si ricomincia a vedere qualche supermercato e qualche ipermercato aperto in più anche domenica questa, 28 giugno 2009.

In attesa dell’inizio dei saldi quindi, che a luglio partiranno in tutta Italia, nella nostra pagina dedicata alle aperture domenicali dei centri commerciali potete trovare, divisi per regione e per provincia, tutti quelli che terranno le serrande alzate questa domenica.

In Lombardia quelli aperti continuano ad essere pochi, così come nel Veneto, ma in Piemonte, Lazio, Campania e Puglia rispetto alle scorse settimane sarà più facile trovare dove fare la spesa o girare per vetrine nel week end.

Cliccando sulla pagina dedicata al vostro centro preferito poi, oltre alle prossime domeniche di apertura come sempre potete dare un’occhiata all’elenco dei negozi più importanti presenti all’interno (di recente abbiamo aggiunto anche, dove presenti, le Profumerie Limoni) e trovare i link alle migliori offerte a disposizione.

Inoltre, viste le tante promozioni lanciate in questi giorni e dedicate ai clienti più affezionati, il nostro consiglio è di tenere a portata di mano le vostre carte fedeltà anche se scegliete di fare la spesa nei negozi aperti domenica questa.

Molte occasioni infatti dureranno fino a lunedì, mentre altre inizieranno proprio tra oggi e domani.

Un saluto a tutti e buon fine settimana!

Nei centri commerciali è boom delle promozioni simil sottocosto

Che ultimamente il sottocosto sia una delle formule promozionali più inflazionate è un dato di fatto, ormai non lo troviamo più solo nei supermercati, ma in tutti i negozi e su ogni tipo di prodotto (ad esempio, recentemente, abbiamo visto dei mobili sottocosto);  sull’onda di questo successo però, fioriscono anche promozioni che richiamano il concetto di sottocosto, grazie a nomi o caratteristiche molto simili, ma che veri sottocosto sembrano non essere.

Certo il fascino del sottocosto è innegabile: comprare un articolo a un prezzo minore di quello che lo paga il fornitore dà in maniera forte l’idea di risparmiare concretamente,  ed è normale che le grandi catene cerchino di cavalcare il più possibile l’onda di questo fenomeno promozionale, uno dei più dirompenti degli ultimi anni.

Il sottocosto, tradizionalmente, ha infatti dei vantaggi particolarmente significativi per il consumator, primo tra questi il prezzo di acquisto del bene o del servizio tipicamente molto basso.

Nella sua natura di “arma promozionale estrema” però (chi potrebbe permettersi di vendere “sempre” sottocosto?), è stata regolamentata (proprio come si regolamenta l’uso delle armi): per evitare abusi e un gioco al massacro da parte della grande distribuzione nei confronti dei piccoli negozi (i grandi gruppi commerciali possono permettersi di far lavorare alcuni loro negozi in perdita, facendo leva sui ricavi degli altri negozi del gruppo, menrte i piccoli bottegai con un solo negozio chiaramente non arriverebbero a fine mese), il legislatore ha imposto limiti particolarmente stretti per questo tipo di vendite. Per esempio, è permesso un massimo di tre sottocosto l’anno per punto vendita, un tetto di 10 giorni a iniziativa, un numero limitato di pezzi, ecc.

Negli ultimi mesi però abbiamo assistito a qualcosa di insolito: si tratta di una tendenza che cresce velocemente, con iniziative promozionali che mimano le caratteristiche del sottocosto, senza in apparanza esserlo veramente.

La lista delle campagne di questo tipo si allunga giorno dopo giorno: si va dal “SottoCarrefour” di Carrefour ai “SottoPrezzi” di Marco Polo (Expert), fino al “SottoTosto” della catena Panorama e al “SottoSconto” che UniEuro propone per le sue offerte online.

Come strategia è indubbiamente efficace, anche perché il fatto che la parola sottocosto non appaia mai sembra sancirne l’assoluta regolarità; per il consumatore però, prima di decidere se sfruttarle o meno, è importante sapere che queste offerte, probabilmente, non sono sottocosto.

Ma se SottoSconto, SottoTosto, SottoPrezzi, SottoCarrefour, ecc. come sembra, non sono sottocosto, allora cosa sono?

A ben guardare hanno tutta l’aria di promozioni tradizionali, con offerte classiche che come ogni altra possono essere convenienti o meno.

Fortunatamente infatti, anche nelle promozioni che somigliano a quelle sottocosto si trovano offerte capaci di farci davvero risparmiare rispetto ai concorrenti (magari nascoste da altre, meno vantaggiose, messe in primo piano sui volantini) mentre paradossalmente può capitare che quelle sottocosto non siano poi così ghiotte come dovrebbero.

Spesso infatti la catena che lancia un sottocosto tende a tenere più alti i prezzi di altri prodotti per rientrare del mancato guadagno, o addirittura capita che offra sottocosto prodotti poco recenti, per i quali il prezzo risultante dalle fatture d’acquisto risulta più alto di quello che l’articolo ha raggiunto al momento attuale, proprio perché superato da prodotti più nuovi.

Per esempio, una TV LCD acquistata dal fornitore a 500 euro un anno fa e proposta sottocosto oggi a 499 euro, potrebbe nel frattempo essere stata superata da modelli più recenti e il suo prezzo di mercato essere sceso ben sotto i 499 euro.

A questo punto, se anche il sottocosto non è più sinonimo di sicuro risparmio, la soluzione qual’è? E’ sufficiente non farsi trascinare dalla fame di risparmio e comprare soltanto quello che serve davvero? Oppure dare un’occhiata ai prezzi medi e confrontare le offerte dei vari gruppi (compresi i negozi online) resta l’unica strada per evitare di pagare di più?