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Nei centri commerciali è boom delle promozioni simil sottocosto

Scritto da Ultimoprezzo.com il 24 giugno, 2009 alle 14:43.

Che ultimamente il sottocosto sia una delle formule promozionali più inflazionate è un dato di fatto, ormai non lo troviamo più solo nei supermercati, ma in tutti i negozi e su ogni tipo di prodotto (ad esempio, recentemente, abbiamo visto dei mobili sottocosto);  sull’onda di questo successo però, fioriscono anche promozioni che richiamano il concetto di sottocosto, grazie a nomi o caratteristiche molto simili, ma che veri sottocosto sembrano non essere.

Certo il fascino del sottocosto è innegabile: comprare un articolo a un prezzo minore di quello che lo paga il fornitore dà in maniera forte l’idea di risparmiare concretamente,  ed è normale che le grandi catene cerchino di cavalcare il più possibile l’onda di questo fenomeno promozionale, uno dei più dirompenti degli ultimi anni.

Il sottocosto, tradizionalmente, ha infatti dei vantaggi particolarmente significativi per il consumator, primo tra questi il prezzo di acquisto del bene o del servizio tipicamente molto basso.

Nella sua natura di “arma promozionale estrema” però (chi potrebbe permettersi di vendere “sempre” sottocosto?), è stata regolamentata (proprio come si regolamenta l’uso delle armi): per evitare abusi e un gioco al massacro da parte della grande distribuzione nei confronti dei piccoli negozi (i grandi gruppi commerciali possono permettersi di far lavorare alcuni loro negozi in perdita, facendo leva sui ricavi degli altri negozi del gruppo, menrte i piccoli bottegai con un solo negozio chiaramente non arriverebbero a fine mese), il legislatore ha imposto limiti particolarmente stretti per questo tipo di vendite. Per esempio, è permesso un massimo di tre sottocosto l’anno per punto vendita, un tetto di 10 giorni a iniziativa, un numero limitato di pezzi, ecc.

Negli ultimi mesi però abbiamo assistito a qualcosa di insolito: si tratta di una tendenza che cresce velocemente, con iniziative promozionali che mimano le caratteristiche del sottocosto, senza in apparanza esserlo veramente.

La lista delle campagne di questo tipo si allunga giorno dopo giorno: si va dal “SottoCarrefour” di Carrefour ai “SottoPrezzi” di Marco Polo (Expert), fino al “SottoTosto” della catena Panorama e al “SottoSconto” che UniEuro propone per le sue offerte online.

Come strategia è indubbiamente efficace, anche perché il fatto che la parola sottocosto non appaia mai sembra sancirne l’assoluta regolarità; per il consumatore però, prima di decidere se sfruttarle o meno, è importante sapere che queste offerte, probabilmente, non sono sottocosto.

Ma se SottoSconto, SottoTosto, SottoPrezzi, SottoCarrefour, ecc. come sembra, non sono sottocosto, allora cosa sono?

A ben guardare hanno tutta l’aria di promozioni tradizionali, con offerte classiche che come ogni altra possono essere convenienti o meno.

Fortunatamente infatti, anche nelle promozioni che somigliano a quelle sottocosto si trovano offerte capaci di farci davvero risparmiare rispetto ai concorrenti (magari nascoste da altre, meno vantaggiose, messe in primo piano sui volantini) mentre paradossalmente può capitare che quelle sottocosto non siano poi così ghiotte come dovrebbero.

Spesso infatti la catena che lancia un sottocosto tende a tenere più alti i prezzi di altri prodotti per rientrare del mancato guadagno, o addirittura capita che offra sottocosto prodotti poco recenti, per i quali il prezzo risultante dalle fatture d’acquisto risulta più alto di quello che l’articolo ha raggiunto al momento attuale, proprio perché superato da prodotti più nuovi.

Per esempio, una TV LCD acquistata dal fornitore a 500 euro un anno fa e proposta sottocosto oggi a 499 euro, potrebbe nel frattempo essere stata superata da modelli più recenti e il suo prezzo di mercato essere sceso ben sotto i 499 euro.

A questo punto, se anche il sottocosto non è più sinonimo di sicuro risparmio, la soluzione qual’è? E’ sufficiente non farsi trascinare dalla fame di risparmio e comprare soltanto quello che serve davvero? Oppure dare un’occhiata ai prezzi medi e confrontare le offerte dei vari gruppi (compresi i negozi online) resta l’unica strada per evitare di pagare di più?

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2 Commenti a “Nei centri commerciali è boom delle promozioni simil sottocosto”

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