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Volete sapere il valore in euro dei punti di una raccolta punti e dei premi di un catalogo premi? Ecco come fare!

Scritto da Ultimoprezzo.com il 8 maggio, 2009 alle 22:09.

Chi non conosce le raccolte punti e i cataloghi premio? Bene o male capita a tutti di fare la spesa in un supermercato e accumulare punti sulla carta, punti che una volta raggiunte le fatidiche soglie ci servono per richiedere i premi a catalogo. Ma vi siete mai chiesti quanto valgono, in euro, i punti sulla vostra carta? E i premi, in realtà, quanto ci “costano”?

Alla fin fine i punti che accumuliamo sulla carta fedeltà hanno un loro valore, visto che per raccoglierli dobbiamo pagare la spesa, e volendo ogni volta che li trasformiamo in premi è come se li spendessimo per “comprare” prodotti di un catalogo che hanno un determinato “prezzo”. Visto che questo “prezzo” è segnalato in punti però, e non in euro, e dato che i punti sono qualcosa di immaginario che ci viene regalato, si tende a farci meno attenzione e a non considerare che, come ogni prodotto, anche il premio di un catalogo può essere più o meno conveniente.

Se ci si pensa però, spesso i punti possono essere convertiti in buoni spesa che hanno un valore in denaro ben preciso e tangibile, dunque anche i punti hanno un valore al quale possiamo arrivare con un semplice calcolo: per esempio, se con 1000 punti Esselunga abbiamo un buono da 10 euro, allora vuol dire che ogni punto vale 1 centesimo.

Moltiplicando questo valore per i punti richiesti per il premio, otteniamo il “prezzo” in euro a cui la catena lo mette a disposizione sul catalogo. A questo punto basta confrontare questo “prezzo” con quelli più convenienti che troviamo nei negozi o in rete per lo stesso prodotto, e il gioco è fatto!

Possiamo subito sapere quale articolo è più conveniente scegliere dal catalogo, se prenderlo convertendo solo punti o scegliendo la formula punti+contributo in denaro, e quale prodotto invece è meglio comprare direttamente nei negozi, conservando i punti per premi più vantaggiosi o per risparmiare sulla spesa con i buoni.

Come indagine ci è sembrata subito interessante, e dato non l’aveva ancora fatta nessuno abbiamo deciso di farla noi, almeno per le catene del nostro database che prevedono una raccolta punti con catalogo premi.

Nella nostra nuovissima sezione dedicata alle raccolte punti, potete trovare la lista dei cataloghi ai quali abbiamo dato un’occhiata, e nelle pagine dedicate potete trovare i premi a disposizione in questo periodo e confrontare il loro prezzo di mercato con il valore in euro al quale lo mette a disposizione la catena di riferimento.

Per il momento ci siamo concentrati solo sugli articoli high tech, con l’intenzione di includere anche agli altri premi del catalogo anche in base alle vostre segnalazioni.

Il nostro obiettivo è quello di mettere a disposizione uno strumento che permetta di sapere dove i punti fedeltà hanno più valore, dando così un’idea chiara di quanto si sta “spendendo” per richiedere un premio, e magari se si può risparmiare qualcosa.

Per fare un esempio, al Gigante i punti valgono 1 centesimo di euro, e la fotocamera Nikon L16 è disponibile sul catalogo premi a 6000 punti: avendo 6000 punti a disposizione, potremmo scegliere di convertirli in buoni e avere così 60 euro per pagare la spesa, oppure potremmo spenderli per la fotocamera, apparecchio che in negozio e online costa circa 79 euro, e risparmiare così 19 euro.

Se il prezzo di mercato della Nikon L16 fosse stato di 40 euro invece, sarebbe stato meglio convertire i 6000 punti in buoni e usarli per risparmiare 60 euro sulla spesa, scegliendo magari di pagarne 40 per comprare la fotocamera in negozio.

Naturalmente con questa indagine abbiamo voluto concentrarci sui premi del catalogo provando a guardarli da un punto di vista nuovo, e non valutare quale raccolta punti sia la migliore o la peggiore.

In una raccolta punti infatti è fondamentale considerare anche altri fattori, come ad esempio la velocità di accumulo dei punti (un punto ogni 50 centesimi, uno ogni euro, ecc.) o il costo medio della spesa nella catena di riferimento: dopotutto, se la raccolta punti di una catena permette di accumulare un punto ogni 80 centesimi invece che ogni euro ma fare la spesa nel supermercato costa in media 20 euro in più che altrove, allora la raccolta perde in convenienza.

Inoltre, molti gruppi più o meno spesso lanciano promozioni o offrono prodotti che permettono di accumulare punti extra (ma attenzione ai prezzi!) oppure danno la possibilità di convertire i punti accumulati con altre raccolte, come ad esempio i punti carburante (da Bennet, possiamo convertire 500 punti della raccolta Shell ClubSmart in 500 punti Bennet Club).

Infine, anche le modalità di consegna dei premi possono influire, visto che mentre molti gruppi permettono di ritirare i premi del catalogo solo nel proprio punto vendita di fiducia, altri lo spediscono gratis direttamente a casa del cliente.

In parole povere, fare una classifica delle migliori raccolte punti è quasi impossibile, ma sapendo quanto vale un punto e quanto costa un premio del catalogo, per ogni catena possiamo farci un’idea di come sia meglio spendere i nostri punti.

Non male vero?

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