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Troppi dati per le carte fedeltà: ecco di nuovo la nostra privacy! - Capitolo 2 -



Già a febbraio il garante della privacy aveva consigliato a molti brand della grande distribuzione, dopo aver riscontrato anomalie nei moduli di sottoscrizione delle carte fedeltà, di provvedere alla loro modifica ma, a quanto pare, i tempi si sono allungati (o le modifiche effettuate non sono state considerate sufficienti). E’ arrivata così la prima sanzione: 54 mila euro di multa alla catena GS.

Come vi avevamo già accennato, le carte fedeltà garantiscono indubbiamente notevoli e convenienti occasioni per risparmiare, tuttavia in molti casi i dati personali richiesti per sottoscriverle sono stati considerati eccessivi; inoltre i moduli di registrazione spesso spiegavano in maniera confusa i reali vantaggi di una profilazione a fini pubblicitari e, in alcuni casi, non era possibile scegliere se permettere ai circuiti distributivi di utilizzare le nostre informazioni personali a scopo di marketing mirato oppure no.

In effetti, mentre appare chiaro l’interesse che può avere la GDO a conoscere le abitudini dei suoi clienti, per noi consumatori era spesso difficile conoscere effettivamente il vantaggio di essere classificati in base ai nostri acquisti.

Previo il nostro consenso infatti, poter ricevere offerte pubblicitarie e promozioni su misura, magari con sconti speciali, può essere un’ottima soluzione per risparmiare ed orientarci meglio nella scelta degli articoli che più ci interessano; tuttavia è giusto che questa possibilità dipenda da una nostra libera e consapevole scelta.

Così sembra non essere stato per la catena GS (gruppo Carrefour), accusata, oltre che di utilizzo improprio di dati personali, di monitorare la spesa dei suoi clienti affezionati attraverso il controllo del numero di scontrini emessi, dei prodotti acquistati e dei punti vendita frequentati con lo scopo di creare un profilo del consumatore ed inviargli pubblicità mirata non richiesta.

Da qui la multa di 54.000 euro, per non aver specificato lo scopo per cui sarebbero stati utilizzati i dati personali, finiti ad alimentare un database pensato per influenzare gli acquisti, e non per offrire vantaggi, sconti e premi fedeltà.

In questo senso, il lavoro del garante per la privacy a tutela dei consumatori sembra non essere finito, ed altri grandi nomi della grande distribuzione (anche loro non del tutto trasparenti nei moduli di sottoscrizione delle carte fedeltà) dovranno adeguarsi in tutta fretta alle sue disposizioni per non incorrere a loro volta in pesanti sanzioni.

Il risultato, speriamo, sarà molto probabilmente una maggiore chiarezza nel genere di dati personali necessari per richiedere la nostra carta fedeltà (e, magari, una struttura dei moduli e della documentazione più veloce e snella).

In sintesi, la nostra carta continuerà a garantirci premi, sconti, vantaggi ed occasioni di risparmio così come era stata originariamente pensata, le offerte basate sulle nostre informazioni personali ad essere inviate solo su nostra richiesta, ed il rapporto con il nostro distributore di fiducia a diventare ancora più solido.

Dopotutto è giusto che chi ci fornisce i prodotti ci dia dei consigli sugli acquisti e, se noi lo vogliamo, che ci conosca e ci proponga offerte pensate apposta per noi, ma, considerando anche chi paga la spesa, non pensate che spetti solo a noi sapere cosa c’è dentro il nostro carrello?

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One Response to “Troppi dati per le carte fedeltà: ecco di nuovo la nostra privacy! - Capitolo 2 -”

  1. tuttoblog.com Says:

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    Già a febbraio il garante della privacy aveva consigliato a molti brand della grande distribuzione, dopo aver riscontrato anomalie nei moduli di sottoscrizione delle carte fedeltà, di provvedere alla loro modifica ma, a quanto pare, i tempi si sono a…

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