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Gli approfondimenti di ultimoprezzo.com

Promozioni


Offerte, promozioni e sconti: luci e ombre delle formule promozionali più comuni

In questa pagina di approfondimento come in un piccolo breviario abbiamo raccolto, dopo gli sforzi fatti negli ultimi anni analizzando offerte e volantini, le nostre considerazioni sulle formule promozionali più usate dalle catene della grande distribuzione.

Lo scopo è quello di mettere in luce vantaggi e svantaggi delle diverse tipologie di promozioni, i loro punti di forza e quelli ai quali occorre fare attenzione, in modo da poter approfittare delle offerte risparmiando davvero ed evitando le “cantonate” sempre dietro l'angolo.

Sottocosto

Tra tutte le formule promozionali, il sottocosto è l'unico tipo di vendita regolato per legge da una precisa normativa (oltre ai saldi, ai quali abbiamo dedicato una sezione apposita).

Nella nostra pagina dedicata al sottocosto potete trovare il link alla regolamentazione completa, ma sostanzialmente le caratteristiche principali si possono riassumere in questo modo:

  • i prodotti sottocosto non possono essere più di 50
  • un sottocosto non può durare per più di dieci giorni
  • in un anno, si possono lanciare al massimo tre sottocosto, non consecutivi (fanno eccezione quelli dedicati ad eventi speciali, come nuove aperture o anniversari)

Naturalmente, come dice il nome stesso, il sottocosto permette di comprare prodotti ad un prezzo più basso rispetto a quello pagato dal negoziante in fase di acquisto (cosa che, al di fuori dei paletti imposti dal sottocosto, sarebbe classificata come concorrenza sleale e provocherebbe sanzioni), e per questo è, in assoluto, la formula foriera delle offerte più convenienti.

Ciononostante, anche il sottocosto va preso con le pinze: la vendita sottocosto permette di vendere ad un prezzo inferiore a quello di acquisto, è vero, ma questo non significa che l'offerta sia sempre vantaggiosa. Infatti, nulla impedisce ad una catena di comprare un prodotto e offrirlo sottocosto molti mesi dopo, magari ad un prezzo solo di qualche euro più basso rispetto a quello pagato ai fornitori, ma molto più alto rispetto a quello che, nel frattempo, è diventato il prezzo di mercato.

Una catena, per esempio, potrebbe acquistare oggi un cellulare pagandolo 200 euro al proprio fornitore, e proporlo sottocosto il prossimo Natale a 199 euro, quando però quel telefono, superato da altri modelli più evoluti, potrebbe essere tranquillamente reperibile a 150 euro.

Promozioni simil-sottocosto

Negli ultimi anni il successo sempre crescente del sottocosto ha portato alla nascita di una lunga serie di promozioni satellite che, richiamando il sottocosto nel nome o nella forma, puntano a sfruttarne il fascino per attirare la clientela nei punti vendita.

Offerte “al costo” o promozioni come Sottofreschi, Sottotosto, Sottoprezzi, SottoCarrefour e via discorrendo sono sempre più comuni nei centri commerciali, ma a ben guardare, non essendo veri sottocosto, non sono soggetti ad alcuna regolamentazione e, di conseguenza, non garantiscono gli stessi vantaggi.

Infatti, nonostante vengano molto spesso mascherate con una durata di 10 giorni o prodotti in offerta con un numero limitato di pezzi, queste iniziative sono in tutto e per tutto promozioni classiche, capaci di portare offerte più o meno convenienti, ma non di farci acquistare prodotti sottocosto (a meno che la catena che la propone non stia trasgredendo la legge).

Tipicamente, per scoprire se una promozione di questo tipo è un sottocosto o un simil-sottocosto, è sufficiente controllare se la parola sottocosto compare mai sul volantino.

Tutto a...

Tra le promozioni classiche, quella che identifichiamo genericamente come “tutto a...” e che permette di acquistare un gran numero di prodotti ad un un prezzo fisso, è una delle iniziative di maggiore impatto sul consumatore e, per questo, maggiormente sfruttate dalle grandi catene di ipermercati e supermercati.

L'idea di poter acquistare “Tutto a 99 centesimi”, “Tutto a un euro”, “Tutto a 1€, 2€ o 3€” e così via, gioca sulla percezione che ogni prodotto a volantino sia conveniente proprio perché viene offerto ad un prezzo poco impegnativo.

Per questo motivo, come formula promozionale il “tutto a...” è una di quelle che richiedono maggiore attenzione da parte di chi acquista, in primis per evitare di mettere nel carrello prodotti di cui non si ha reale necessità.

Inoltre, molto spesso accanto a prodotti che al prezzo proposto sono davvero convenienti (solitamente alimentari, ma anche articoli di cancelleria, prodotti per la pulizia della casa, ecc.), ne vengono proposti altri che di listino costano la medesima cifra o addirittura meno, e che possono essere tranquillamente acquistati altrove a prezzo inferiore.

Il gran numero di prodotti, unito al fatto che la differenza tra un prezzo conveniente ed uno poco vantaggioso è di poche decine di centesimi, rende difficile ed impegnativo valutare quanto i singoli prodotti siano davvero vantaggiosi, e spesso la conseguenza è che, alla cassa, il costo della spesa risulti più o meno lo stesso di sempre.

La soluzione migliore per approfittare al massimo dei “tutto a...”, specialmente se i prodotti che mettiamo nel carrello ogni settimana sono più o meno gli stessi, è quella di conservare i precedenti scontrini e confrontare i prezzi dei prodotti in offerta con quelli che la catena proponeva in precedenza, in modo da approfittare solo delle occasioni davvero convenienti.

Questa pratica, utile anche per promozioni di altro tipo, permette nell'arco di poche settimane di farsi un'idea dei prezzi medi dei prodotti che si acquistano più di consueto, e in questo modo di accorgersi quando i prezzi sono buoni e quando, invece, sono più alti del dovuto.

3x2, 1+1, Due al prezzo di uno e Prendi due paghi uno

Il 3x2 e il “Due al prezzo di uno” (o “Prendi due paghi uno”) sono forse le formule promozionali di più vecchia data, protagoniste ormai da decenni sui volantini delle più importanti catene di supermercati, ipermercati e minimarket.

I nomi utilizzati per questo tipo di campagne nel tempo si sono evoluti diventando i più svariati, dal classico 3x2 fino all'Operazione Bis di Conad, ma nonostante i tanti anni passati e le diverse sfumature il vantaggio che garantiscono è rimasto la stesso: quello di mettere nel carrello con la stessa cifra più prodotti dello stesso tipo.

Teoricamente, infatti, un 3x2 permette di comprare due prodotti uguali (nel caso di prodotti differenti, si parla di vendita abbinata) ed averne un terzo in omaggio, mentre un ancor più conveniente 1+1 consente, letteralmente, di mettere nel carrello due articoli identici e di pagarne soltanto uno.

Abbiamo scritto “teoricamente” perché, specialmente negli ultimi anni, i prodotti offerti con vantaggi di questo tipo costano spesso molto più della media, talvolta anche il doppio, tanto da rendere i prodotti sufficientemente convenienti esclusivamente per chi ne acquista più pezzi, ma ben poco vantaggiosi per chi, per scarsa attenzione al prezzo o alla promozione, ne mette nel carrello un pezzo soltanto.

Prendiamo, per esempio, un prodotto di largo consumo come il latte Uht, presente ormai su tutti i volantini promozionali delle maggiori catene di ipermercati e supermercati. Una confezione da un litro, al momento in cui scriviamo, costa mediamente 70-80 centesimi di euro in offerta classica, ma quando viene proposto col “prendi due paghi uno”, spesso e volentieri, il prezzo si aggira intorno a 1,30-1,40 euro, quasi il doppio.

In questo modo, il risultato è che un litro di latte in 1+1 costa sostanzialmente come altrove, con la differenza che si è costretti, per non pagare più del dovuto il singolo pezzo, a prenderne necessariamente due litri.

Naturalmente non si tratta di una prassi sistematica, e molti articoli in 3x2, 1+1 ecc. vengono offerti comunque a cifre vantaggiose; tuttavia per evitare brutte sorprese, soprattutto su prodotti dai costi poco incisivi come gli alimentari, confrontare i prezzi con quelli stampati sullo scontrino della settimana precedente, per questo tipo di iniziative promozionali, è anche in questo caso una buona abitudine.

Sconti

Tra le formule promozionali, quella degli sconti è in assoluto la più conosciuta ed utilizzata, tanto che le riduzioni di prezzo molto spesso vengono proposte anche su singoli prodotti, senza che questi siano inclusi in una campagna di qualche tipo (per questo, a differenza delle normali promozioni, può capitare che gli sconti non abbiano un limite di durata).

In fondo, a pensarci bene, lo sconto sta alla base dello stesso concetto di offerta, perché permette di pagare un prodotto meno del suo prezzo di listino, e nonostante la moltitudine di sfumature che questa formula promozionale ha assunto nel corso dei decenni questa sua caratteristica fondamentale è rimasta la stessa.

Nei centri commerciali gli sconti che vengono proposti con le offerte sui volantini sono compresi, tipicamente, tra il 20% e il 50%; in alcuni casi sono validi per tutti i clienti mentre in altri, ultimamente molto più comuni, sono riservati esclusivamente a chi è in possesso della carta fedeltà della catena che li promuove.

In linea di principio, dato che fanno risparmiare sul prezzo base dei prodotti, gli sconti dovrebbero essere sempre convenienti, ma in realtà non è così e anche questa formula, come tutte le altre, può nascondere delle insidie ed essere meno vantaggiosa di quanto appare.

Può capitare per esempio, anche se fortunatamente si tratta di eventualità sempre più rare nei negozi delle grandi catene, che il prezzo di vendita non rispecchi esattamente la percentuale di sconto applicata al prodotto, e che un prodotto che dovrebbe costare il 40% in meno abbia un prezzo che, invece, risulta tagliato solo del 30% o comunque meno di quanto dichiarato.

In questo caso, come è buona abitudine fare durante i saldi, la soluzione è controllare se è presente un prezzo di listino e verificare se quello finale è effettivamente il risultato dello sconto applicato.

Molto più spesso, invece, capita che gli sconti vengano applicati a prezzi ormai fuori mercato (soprattutto sui prodotti di elettronica), se non addirittura più alti di quelli di listino, e il risultato è che il prezzo finale, che grazie allo sconto può apparire fortemente ridotto e invitante, risulti comunque molto più alto rispetto a quelli disponibili altrove.

Anche in questo caso, se per la tecnologia è sufficiente una rapida verifica del prezzo medio sul web, per gli alimentari il modo migliore per valutare l'effettiva convenienza degli sconti resta sempre il confronto tra il prezzo scontato e quello che la catena proponeva la settimana precedente.

Buoni acquisto

Quella di offrire dei buoni acquisto inclusi nel prezzo dei prodotti in promozione è una formula che, soprattutto negli ultimi tempi, nei centri commerciali sta prendendo sempre più piede.

Questa formula promozionale garantisce ai clienti un “bonus spesa” da utilizzare in futuro per acquistare altri prodotti tramite un coupon, che nella maggior parte dei casi ha un valore pari al 20%-30% del prezzo dell'articolo al quale è abbinato.

Naturalmente, maggiore è il valore del buono e maggiore è l'impatto emotivo che l'offerta ha sulla clientela, ed è per questo che promozioni di questo tipo vengono proposte molto più frequentemente da gruppi specializzati in prodotti che hanno costi elevati, a partire dalle grandi catene di elettronica (famose, in questo senso, sono le iniziative di UniEuro, Media World e Saturn).

Dopotutto, è molto più invitante l'idea di acquistare un televisore a 500€ ed avere in omaggio un buono da 100€, piuttosto che comprare una confezione di pasta a 1€ ed avere in mano un coupon da 20 centesimi pressoché inutile.

Come le altre formule promozionali però, anche quella dei buoni acquisto abbinati può non essere vantaggiosa come sembra, almeno ad analizzare le promozioni viste negli ultimi anni dove raramente i coupon inclusi nel prezzo si sono dimostrati davvero in omaggio.

In molti casi infatti i prodotti in promozione costano molto più di quanto possiamo pagarli sfruttando offerte tradizionali (in altri negozi o online), al punto che spesso la differenza arriva a coprire quasi interamente il valore del buono.

Il risultato è che il cliente, pagando un prodotto molto più di quanto dovrebbe e ricevendo in cambio un buono che ha validità solo nel negozio che lo ha rilasciato, oltre al prodotto che aveva scelto inizialmente è obbligato per non veder sfumare il suo coupon a comprare altri articoli dei quali non ha necessariamente bisogno.

E' capitato, per esempio, che una grande catena hi-tech proponesse un televisore sul volantino al prezzo di 400€ con buono acquisto da 100€ incluso nel prezzo, quando quello stesso televisore era in offerta nei negozi di una catena concorrente proprio a 300€.

Per evitare “sorprese” come questa, è sempre bene confrontare i prezzi del prodotto con buono acquisto abbinato con quelli che vengono proposti altrove, ed approfittare dell'occasione soltanto se questa è davvero vantaggiosa e il buono incluso rappresenta davvero un valore aggiunto.

Altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione, per evitare di ritrovarsi in mano un coupon ormai inutile, è il periodo in cui i buoni posso essere utilizzati, tipicamente molto limitato (di solito, nei negozi di elettronica, va da poche settimane ad un mese) e non sempre sufficientemente evidenziato sui volantini promozionali.

Inoltre, anche quando i buoni sono cumulabili con altre promozioni, nei periodi in cui è possibile utilizzarli difficilmente le catene che li hanno rilasciati propongono offerte davvero convenienti (per esempio, non è mai successo che si potessero usare i coupon durante un sottocosto), e questo riduce notevolmente il vantaggio garantito dal “bonus spesa” del coupon.

In questi casi, soprattutto se si tratta di prodotti hi-tech, l'ideale è utilizzare il buono per acquistare prodotti nuovi o di marche che difficilmente sono reperibili a prezzo scontato (come i dispositivi Apple), in modo da sfruttare davvero al massimo l'opportunità di acquistare senza dover aprire di nuovo il portafogli.

Offerte abbinate

La vendita abbinata, molto utilizzata dalle grandi catene di elettronica, è una formula promozionale attraverso la quale due o più prodotti vengono offerti ai clienti ad un unico prezzo, inferiore rispetto alla somma dei prezzi dei prodotti singoli.

Come per i saldi, anche con questo tipo di offerte i prezzi, lo sconto complessivo e la somma degli importi dei prodotti in promozione devono essere comunicati chiaramente; inoltre lo sconto finale non deve mai superare il valore del prodotto che costa meno (in caso contrario si parla di operazioni a premio*).

Le offerte abbinate, nonostante rappresentino un ottimo investimento per le catene che le propongono, includendo più prodotti (per quanto a prezzo ridotto) in un'unica promozione sono occasioni che, inevitabilmente, già in partenza sono convenienti per una ristretta cerchia di clienti. Infatti, solo chi ha già in mente di acquistare più prodotti può davvero sfruttare al massimo una vendita abbinata, riuscendo a risparmiare su tutti gli articoli che stava cercando.

Chi invece ha intenzione, per esempio, di comprare solo il prodotto principale, rischia di portare a casa un secondo articolo del quale non ha reale bisogno, pagando comunque, nonostante il risparmio totale, più di quanto avrebbe dovuto.

Inoltre, come abbiamo riscontrato in molte promozioni lanciate negli ultimi anni, spesso il prezzo proposto per i prodotti in offerta abbinata è più alto di quello che risulterebbe acquistando gli articoli separatamente in negozi o store online differenti.

In questo senso, al di là del fascino che suscitano le offerte abbinate richiedono molta attenzione, specialmente perché, nella maggior parte dei casi, riguardano prodotti dai costi impegnativi come grandi elettrodomestici o articoli di elettronica.

Tanto più che, soprattutto per i consumatori più esperti, le vendite abbinate hanno anche un altro limite, quello di non permettere di scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze per ognuno dei prodotti inclusi nel pacchetto, cosa possibile, invece, quando si acquistano i pezzi singolarmente.

* Le operazioni a premio non prevedono la vendita di due o più prodotti ad un unico prezzo, ma solo un prodotto extra in omaggio per chi acquista il prodotto per il quale è previsto il premio (quando nella comunicazione dell'offerta il prodotto extra viene indicato come “in regalo”, “in omaggio” o simili, si tratta sempre di operazioni a premio).

Sconti rottamazione

Tipici delle promozioni delle catene di elettronica, o degli ipermercati che dispongono di reparti dedicati alle apparecchiature elettroniche, invece, sono gli sconti rottamazione protagonisti di campagne che alcune catene chiamano anche "rottamatutto" e talvolta "ecobonus".

In teoria lo sconto rottamazione prevede che, nel prezzo del prodotto in offerta, vi sia già calcolata l’imposta da pagare per il ritiro e lo smaltimento dell’usato (quindi, per esempio, dello smaltimento del nostro vecchio frigorifero se ne compriamo uno nuovo).

Oppure una variante di questa formula promozionale è quella in cui, per ottenere uno sconto su un determinato prodotto, è necessario rottamare un apparecchio usato della stessa categoria (quindi se vogliamo comprare uno smartphone nuovo dobbiamo consegnare uno smartphone o un cellulare).

Tuttavia, anche in questo caso c’è da stare all’erta per più di un motivo: prima di tutto è necessario specificare che tutte le strutture che si occupano della vendita di apparecchiature elettroniche sono obbligate, a fronte dell’acquisto di un prodotto nuovo, al ritiro e lo smaltimento gratuito del relativo usato.

Quindi, per esempio, se acquistiamo una lavatrice presso una catena di elettronica, questa è per legge obbligata a farsi carico del ritiro e dello smaltimento della nostra vecchia lavatrice. E’ quindi evidente che in questo caso lo “sconto rottamazione” non porta alcun reale vantaggio, perché è un servizio che le catene sono comunque obbligate ad offrire gratuitamente, e diventa a tutti gli effetti solo un richiamo promozionale senza effettiva sostanza.

Ma c’è di più: con la nuova direttiva RAEE - di cui abbiamo parlato in un approfondimento dedicato - i consumatori hanno il diritto di consegnare i propri terminali non più funzionanti, a patto che le loro dimensioni non superino i 25 cm, presso i rivenditori di prodotti elettronici (che dovranno farsi carico dello smaltimento gratuitamente) senza comprarne uno nuovo.

Infine, quando ci imbattiamo in uno sconto rottamazione dobbiamo anche calcolare se davvero ci conviene consegnare il nostro apparecchio usato per acquistarne uno nuovo.

Se è un prodotto di cui ci vogliamo sbarazzare da tempo e che comunque non usiamo, allora per noi sarà un vantaggio perché potremo disfarcene facilmente, senza la fatica di smaltirlo, ed approfittare dell’offerta per comprarne uno più recente.

Se, invece, si tratta di un apparecchio che non ha ancora raggiunto la fine del suo ciclo vitale o che pensiamo di poter ancora utilizzare allora il gioco non vale la candela, soprattutto se l’offerta legata alla rottamazione non è così sensazionale.

In conclusione...

Sostanzialmente quindi nessuna promozione è di per sé garanzia di risparmio, comprese quelle potenzialmente più vantaggiose come il sottocosto.

La soluzione migliore resta sempre quella di fare acquisti in base alle nostre reali esigenze, senza farci trascinare da prodotti a prezzi apparentemente mozzafiato ma dei quali non si ha un reale bisogno.

In questo senso, se per i prodotti dai costi più “impegnativi” come i prodotti di elettronica può essere sufficiente prendersi il tempo necessario per valutare i prodotti e confrontare i prezzi in attesa di un’offerta davvero vantaggiosa, per la spesa di tutti i giorni tenere d’occhio gli scontrini precedenti per confrontare i prezzi dei prodotti che compriamo abitualmente è una prassi che può dare una grossa mano.

Così come quella, fondamentale, di andare al supermercato o all’ipermercato con una lista della spesa ben precisa alla quale attenersi, limitando al massimo quegli acquisti “extra” che, inevitabilmente, sono quelli che alla fine dei conti contribuiscono di più a far lievitare la cifra sullo scontrino.


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