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La garanzia in Italia e in Europa


Garanzia: ecco i diritti del consumatore, in Italia e in Europa

Stiamo ascoltando la musica quando, di punto in bianco, il nostro mp3 si spegne. Per non accendersi più.

Quando ci rendiamo conto della dura verità (ovvero che il nostro mp3 si è rotto), ecco che ci assale il dubbio: sarà ancora in garanzia? Quanto tempo fa l'ho comprato? A chi mi devo rivolgere per la riparazione?

Nell'acquisto di un prodotto, sia online che offline, spesso la garanzia è un argomento piuttosto “oscuro”: il venditore non la specifica oppure noi (clienti) non ce ne preoccupiamo, fino a quando qualcosa si rompe ed ecco che, ignari e disinformati, ci facciamo prendere dal panico.

Abbiamo deciso quindi di raccogliere in un breve approfondimento le principali informazioni riguardo alle garanzie, non solo in Italia, ma anche all'interno dell’Unione Europea, così da avere le idee chiare prima di comprare e, all'occorrenza, sapere come agire (senza attacchi di panico).

Prima di inziare, però, è necessario fare una precisazione: ogni qualvolta effettuiamo un acquisto, soprattutto di un prodotto di elettronica, è buona norma conservare lo scontrino, la ricevuta di pagamento o la fattura per i due anni successivi. Questi documenti sono infatti necessari per poter usufruire del nostro diritto alla garanzia.

La garanzia in Italia

In Italia, il Codice del Consumo (d.lgs.206/05), agli articoli dal 128 al 135, regola la garanzia legale sui beni di consumo venduti ai consumatori, la cui norma originaria è il d.lgs. 24/2002.

Questa garanzia, della durata di due anni, copre tutti i problemi causati da vizi di produzione e di conformità presenti nei prodotti acquistati, ma è necessario che il consumatore segnali il difetto del bene in questione entro e non oltre i due mesi dal verificarsi del malfunzionamento.

L'art. 129 del Codice del Consumo prevede che il venditore debba consegnare al compratore beni conformi al contratto di vendita, indicando anche alcune circostanze che devono verificarsi perché tale conformità si verifichi.

Che caratteristiche deve avere un bene per risultare conforme?

  • dev'essere idioneo all'uso al quale servono normalmente beni dello stesso tipo
  • dev'essere conforme alla descrizione fatta dal venditore e possedere le qualità descritte dallo stesso
  • deve presentare le qualità di un bene dello stesso tipo che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi
  • dev'essere idoneo all'uso particolare voluto dal consumatore che sia stato portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato

In questo approfondimento, parleremo sia di venditore che di produttore.

Il venditore equivale al negoziante, è colui che ci vende il bene, mentre il produttore è colui che, appunto, lo produce.

E' necessario sapere che queste due figure offrono garanzie diverse, parallele e che non si escludono:

la garanzia del venditore, come indica il nome stesso, è quella che fa riferimento alla figura del negoziante, ovvero colui che ci ha venduto il bene ed è la garanzia legale, della durata di due anni, tempo minimo sotto il quale legalmente non si può scendere.

Se il venditore non dichiara una garanzia specifica, è comunque obbligato ad applicare quella di due anni prevista dalla legge. In questo caso, è lui stesso che provvede alla riparazione del bene non conforme.

Un altro caso, invece, è costituito dalla garanzia del produttore (anche conosciuta come garanzia commerciale o convenzionale), la cui durata è variabile (può, quindi, essere inferiore ai 24 mesi) che si aggiunge ma non si sostituisce alla garanzia legale.

In questo caso, il prodotto non viene riparato da colui che ce l'ha venduto, ma viene mandato direttamente al produttore del bene o, in alternativa, al centro assistenza convenzionato. Questa garanzia è generalmente regolata da un contratto che si può trovare all'interno della confezione del prodotto che abbiamo comprato.

Il venditore può, a sua discrezione, estendere la durata della garanzia oltre i due anni previsti dalla legge. Quello che non si può verificare è il contrario, ovvero che venga dichiarata una garanzia inferiore ai 24 mesi. Se dovesse presentarsi questa circostanza, ciò che afferma la legge non cambia, pertanto il venditore è comunque tenuto ad assicurare la garanzia per almeno due anni.

Questo è importante anche nel caso in cui la garanzia del produttore sia, per esempio, di un anno: se passato questo periodo il prodotto si rompe, la garanzia del produttore sarà scaduta, ma avremo ancora 12 mesi per poter comunque contare sulla garanzia del negoziante (che, in questo caso, “fa le veci” del produttore).

E' il caso di spendere qualche parola in più su questo argomento: a volte i negozianti o i produttori cercando di mettere dei “limiti” al legale periodo di garanzia o a quello dichiarato.

Un esempio è ciò che succede di frequente con i telefoni cellulari: spesso la garanzia viene negata a coloro che presentano un telefono cellulare difettoso che, nonostante venga restituito entro i due mesi previsti dal verificarsi del malfunzionamento, presenta più di un (esiguo) numero di minuti di chiamate effettuate e / o ricevute.

Quando si verificano situazioni del genere, non prendiamo subito per buono ciò che ci viene detto dal venditore o dal produttore, ma verifichiamo e facciamo valere i nostri diritti al leggendo attentamente il contratto di garanzia del produttore oppure ricorrendo al Codice dei Consumatori, in cui si dichiara che, senza eccezioni (tranne quelle che vedremo di seguito), la durata della garanzia deve essere di almeno due anni.

Le eccezioni a cui facevamo riferimento prima, invece, sono due casi specifici in cui la garanzia dura solo 12 mesi:

  1. 1) per l'acquisto di beni usati
  2. 2) per gli acquisti tra privati o ditte

I beni usati, infatti, sono coperti da garanzia la cui durata può essere concordata dal venditore e dal consumatore e che comunque non può essere inferiore ad un anno.

Per questa tipologia di prodotti, tuttavia, la garanzia non copre i difetti che derivano dall'uso normale del bene, in quanto bisogna considerare anche l'utilizzo previo del prodotto, prima che fosse venduto come bene usato.

Con acquisti tra privati o ditte si intendono quelle vendite per cui viene poi emessa una fattura intestata ad una ditta o ad una persona con partita IVA.

Anche in questo caso il bene deve risultare conforme secondo i punti elencati prima: la differenza, oltre al periodo della garanzia che si limita a solo un anno, è che la segnalazione di non conformità deve avvenire entro otto giorni dalla scoperta del difetto.

Quando ci accorgiamo del difetto di un prodotto e quest'ultimo è ancora in garanzia, possiamo scegliere tra due alternative:

  1. 1) far riparare il prodotto
  2. 2) farcelo sostituire

Il venditore ha il diritto di questionare la scelta del cliente, sempre che sia in grado di dimostrare che l'opzione scelta risulta eccessivamente onerosa rispetto all'altra.

Il rimedio richiesto si considera “eccessivamente oneroso” quando impone al venditore spese irragionevoli rispetto alle alternative, tenendo in considerazione il valore del bene integro, l'entità del difetto e la possibilità di ricorrere a rimedi alternativi senza inconvenienti per il consumatore.

Nel caso in cui la riparazione o la sostituzione del prodotto non siano possibili, non vengano effettuate o vengano portate a termine in ritardo, il consumatore può richiedere che gli venga restitutita una parte oppure l'intero importo pagato.

Per quanto riguarda, invece, la garanzia per gli articoli comprati online, non è diversa da quella per i beni comprati nei negozi fisici, ed è un argomento che abbiamo già trattato nel nostro precedente approfondimento sull'e-commerce.

La garanzia all'interno dell'Unione Europea

La garanzia dei prodotti acquistati all'interno della UE (per intenderci, quella che ci interesserebbe se ci rechiamo in Spagna e compriamo un navigatore satellitare) è disciplinata dalle stesse leggi in vigore sul territorio italiano.

Quindi, abbiamo a disposizione due anni di tempo per chiedere la sostituzione del bene non conforme e segnalare il difetto entro 60 giorni dall'inizio del malfunzionamento.

Anche in questo caso, se il prodotto non può essere riparato o sostituito, possiamo chiedere un rimborso o una riduzione del prezzo pagato.

Inoltre, in alcuni Paesi dell'UE, il consumatore può avvalersi del diritto di chiedere un risarcimento al produttore.

Vediamo quindi che, in termini di garanzia, le differenze tra l'Italia e il resto dei Paesi dell'Unione Europea sono minime.

Tuttavia, bisogna comunque considerare che, in caso di malfunzionamento di un certo prodotto, è possibile che si presenti la necessità di inviarlo al relativo produttore (o centro di assistenza), il quale può trovarsi parecchio distante da noi, fattore che causerebbe un aumento dei tempi di attesa e, potenzialmente, delle spese, nel caso si parli di spostamenti all'interno dell'Unione Europea.

Detto questo, è comunque consigliabile interessarsi ed informarsi riguardo i termini delle garanzie nei vari Paesi europei, onde evitare spiacevoli inconvenienti che saranno ancora più difficili da gestire a causa della distanza.


Elenco schede garanzia marche


Garanzia Acer - Packard Bell

Garanzia Apple

Garanzia Asus

Garanzia HTC

Garanzia LG

Garanzia Nokia

Garanzia Panasonic

Garanzia Philips

Garanzia Samsung

Garanzia Sony

Garanzia Toshiba





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